Dieci anni tra due crolli

Scritto da Lollodj Mercoledì, 23 Maggio , 2007 alle 13:03

Se ci penso ancora, dopo tanti anni, mi sembra tutto uno stupido scherzo del destino.
Gli anni 90 sono iniziati e finiti con due crolli, molto diversi per significato e conseguenze globali e locali.
Nell’ottobre 1989 andava in pezzi quella follia che fu il muro di Berlino, andò giù in modo pacifico e non violento grazie anche a una esplosione di gioia e libertà che in pochi mesi contagiò tutta l’Europa dell’est e sancì la fine del comunismo sovietico.
Il governo dell’est ebbe il buon senso di non opporsi, e la storia fece il suo corso.
Il muro trascinò con se un decennio intero fatto di nulla, edonismo, carrierismo, yuppie, elettro pop, giacche con le spalline, capelli cotonati, hair metal, dark sorcini new romantic e paninari, un decennio di cui noi “loser”, i perdenti, gli sfigati esclusi dalla bella vita anni 80, non volevamo sentire la mancanza e di cui mai avremmo immaginato, così presto, un revival permanente.
All’improvviso scoprimmo il vuoto esistenziale in cui erano vissuti i nostri fratelli maggiori, ci stringemmo intorno ai sentimenti veri, l’amicizia, l’amore, la musica, aspettando quell’anno duemila che avrebbe dovuto portare un millennio di pace e speranza.
Per un breve attimo ci sembrò di vivere un sogno, parole come “melting pot” e “crossover” erano di moda, c’erano musica bellissima, cinema d’avanguardia, letteratura pulp, i giovani cannibali, i mondiali in casa, la generazione X, i migliori gruppi italiani degli ultimi trent’anni, la sinistra al governo, Clinton che suonava il sax.
Ci sono entrato adolescente in quegli anni, giovane e metallaro, e mi sono ritrovato uomo, undici anni più tardi, a guardare le torri di New York andare giù, a pensare che i mille anni di pace avrebbero dovuto aspettare ancora un po’.
E, in mezzo, tanti ricordi che oggi emergono confusi dalle nebbie della memoria a medio termine, conditi dall’ingenuità di chi non si stava accorgendo di vivere un momento meraviglioso.
Lo avrei capito solo guardando quella terribile diretta che qualcosa era finito per sempre, e ovviamente, da quel momento, quel qualcosa cominciò a mancarmi.

Categorie: un po' di storia

3 commenti

Commento di liar

Made Giovedì, 24 of Gennaio , 2008 at 00:16

mi hai quasi fatto venire il magone e per un attimo ho fatto finta di crederci

Commento di Lollodj

Made Giovedì, 24 of Gennaio , 2008 at 01:42

Beh, puoi pure crederci… non sono stati anni perfetti, anzi. Ma è valsa la pena viverli da giovanissimo, sul serio.

Commento di liar

Made Venerdì, 25 of Gennaio , 2008 at 01:45

Ok visto che sono in vena mi spiego meglio, ho 32 anni quindi sono anche i miei anni dell’adolescenza e della giovinezza;
hai colto nel segno quando dici che sono iniziati e finiti tra due
crolli, io li definirei anni cuscinetto tra due ideologie: prima
capitalismo vs comunismo (il nostro mondo produce meglio del vostro) e poi occidente vs oriente (il nostro stile di vita e meglio del vostro).
Prima che al vecchio ordine costituito se ne sostituisse un’altro
c’è stato un momento per riflettere per organizzarsi in diverso modo.
In italia c’è stato un ulteriore crollo quello dei vecchi partiti grazie a l’inchiesta di mani pulite e lì per sembrava che davvero qualcosa potesse cambiare ma e arrivato Berlusconi e sappiamo tutti come è andata a finire.
Dal mio punto di vista il crollo delle ideologie mi ha reso più
indivudualista o forse menefreghista ho cominciato a seguire la politica intorno ai 23 anni e solo dopo 11 settembre ho iniziato a mettere in discussione il mondo in cui vivevo.
Tornando agli anni 90 c’è chi li a definiti spirituali come i 60
a cui si contappongono anni materiali come i 20 i 50 e gli 80,
sono d’accordo ma non sono così ingenuo ora non da vedere cose che allora mi sfuggivano: Clinton suonava si il sax ma un paio di bombardamenti sull’iraq gli ha fatti anche lui, la sinistra è andata si al potere ma per uno strano accordo con Berlusconi non ha toccato il conflitto di interessi “Tanto tra cani grossi non si mordono” direbbe Homer Simpson (massimo filosofo del decennio).
Ci sarebbe ancora tanto da dire ma visto che ho scoperto questo blog da poco e mi ha incuriosito sicuramente tornero a fargli visita, ti dico solo che il mio loser preferito è Beck e sai cosa direbbe ora il signor Hansen in questo momento “ehi sono un perdente si, e allora che devo fare uccidermi?”
Bye

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