Clerks

Scritto da Lollodj Venerdì, 1 Giugno , 2007 alle 14:26

Clerks (Commessi), U.S.A. 1994
Regia di Kevin Smith
Con Brian O’Halloran, Jeff Anderson, Marilyn Ghigliotti, Lisa Spoonhauer, Jason Mewes, Kevin Smith.


Parlare di Clerks è come parlare della mia vita.
Mi è stato facile, vedendolo per la prima volta, immedesimarmi nello sfigato e succube Dante, commesso di negozio 22enne e universitario fallito.
Io ne avevo 21, lavoravo in un negozio ed ero universitario fallito, fu amore a prima vista.
Come nessun altro questo film rappresenta le frustrazioni, le ambizioni fallite, le ansie e le paranoie di una generazione che si trova a vivere sui i rottami di quella grande bolla ormai esplosa che furono gli anni 80.
Opera prima a budget molto basso (meno di 30.000 dollari) di Kevin Smith, questo piccolo capolavoro in bianco e nero (che fa molto essay ma che in realtà è servito a tagliare i costi di fotografia e montaggio) arricchito da una colonna sonora fantastica, sale subito al rango di culto grazie all’ottima accoglienza ottenuta al Sundance Festival e a Cannes, cosa che può sembrare incredibile per un film giovanile, sboccato e sfacciatamente volgare.
E invece la semplice narrazione di una giornata di Dante e Randall, commessi di periferia e vicini di lavoro, ha saputo catalizzare una intera generazione che in loro si è riconosciuta.
Goffo timido e debole (oltre che parecchio sfortunato) il primo, arrogante finto “cool” e irrimediabilmente sfigato il secondo.
Due veri “losers”, due perdenti senza futuro, tormentati da clienti impazziti, spacciatori maldestri, metallari russi, fidanzate pedanti ed ex fidanzate sexy, film porno dai titoli assurdi e anziani onanisti.
Fin qui potrebbe sembrare la versione grunge di American Pie o Porky’s, ma in realtà il film centra perfettamente gli umori di quei perdenti che si erano illusi, crollati gli ideali di plastica del decennio precedente, di poter davvero contare qualcosa, ma che si ritrovano invece di fronte la triste realtà: la scomparsa dei paninari non li ha resi fighi e vincenti, sono rimasti i soliti sfigati.
Una verità che tra una risata e l’altra affiora tra le scene del film, e in qualche modo trasforma un’apparente commedia in una tragedia dolce-amara .
Vedere la ragazza di Dante che lo molla dopo aver scoperto un maldestro tentativo di tradimento, ci riporta alla dura realtà dove il tradimento è roba per duri dal cuore di ghiaccio, mentre se sei un perdente ti farai beccare e finirai picchiato, quindi lascia perdere.
A Dante non resta che la rassegnazione e l’umiliazione, l’ennesima subita in una vita che gli impedisce di alzare la testa al di sopra della mediocrità, e che ti sbatte in faccia ogni momento le regole: i vincenti comandano, i perdenti piangono.
Accanto a lui resta Randall, il migliore amico di sempre, perché per fortuna ci sono persone e sentimenti che sopravvivono a tutto, persino alle umiliazioni e alle sconfitte.
In fondo anche i Red Hot Chili Peppers cantavano proprio in quegli anni

My friends are so depressed
I feel the question
Of your loneliness
Confide… `cause Ill be on your side
You know I will, you know I will



Del film è stato fatto un seguito uscito nel 2006, che, anche se perde le atmosfere del primo film, ne mantiene in buona parte lo spirito e conclude degnamente (e positivamente) le avventure dei due commessi più famosi del cinema.

Categorie: film

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Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.