Zeitgeist

Scritto da Lollodj Martedì, 10 Luglio , 2007 alle 18:30

Esistono fondamentalmente 3 tipi di dischi ( anzi 4 ma la categoria album di merda non la prendo nemmeno in considerazione):
Ci sono dischi dove il gruppo riversa interamente la sua carica emotiva, dischi spesso semplici ma spontanei in grado di cambiare una generazione, di smuovere gli istinti più profondi, di modificare il modo in cui percepiamo il mondo intorno a noi.
Sono di solito i primi lavori di un gruppo o di un artista, anche se gente come i Ramones con questi dischi ci sono arrivati a fine carriera.
Ci sono poi i grandi dischi, quelli che una volta chiamavano “album”, spesso dei concept, lavori dove stavolta il gruppo ci mette il cervello per creare qualcosa di complesso, grande, epico, qualcosa che si fionda diritto nell’olimpo della grande musica.
Volete qualche esempio?
A Night at the opera dei Queen, The wall dei Pink Floyd, o, per non fare la figura del matusa, American idiot dei Green Day.
Infine ci sono i dischi di mestiere, quelli che il gruppo compone perché in fondo suonare è l’unica cosa che sa fare, dove i suoni, la voce e le melodie ci sono tutte ma mancano sia il cuore che il cervello.
Dischi riservati ai fan che li ascolteranno un po’ di volte, ma che finiranno parcheggiati su qualche scaffale in tempi abbastanza brevi.

Se Siamese dreams e Gish appartengono alla prima categoria, e Mellon Collie alla seconda, purtroppo Zeitgeist, l’ultimo lavoro dei rinati Smashing Pumkins, appartiene alla terza.
Certo, ci sono le chitarre rumorose e taglienti, c’è la voce alienata di Corgan, ci sono i suoi affondi in una psiche (la sua) mai stata troppo stabile, ma è un disco che scivola via come la pioggia di un temporale, e che non riesce nemmeno a farmi rimpiangere, a me che sono un malato di malinconia, i bei tempi andati.

Dodici tracce senza carattere che dovrebbero riportare il gruppo alle atmosfere dei primi lavori, trovata che ora mi appare come un bieco trucco per evitare scomodi accostamenti con il loro capolavoro (Mellon è uno di quei dischi che scrivi una volta nella vita se non ti chiami Roger Waters) e a rendere più semplice per Corgan buttare giù una manciata di canzoncine adatte a una raccolta di b-sides, e non basta trattare temi importanti (il riscaldamento globale, l’America di Bush, qualche altra banalità? La fame nel mondo e la cura dell’hiv no?) a sollevarlo dalla mediocrità.

Il grunge, come il punk, è fatto di emozioni, di rabbia, di frustrazioni e alienazione, e senza queste emozioni è solo una bella melodia in settima diminuita, anche se ben suonata.

Insomma, come si dice, un disco che piacerà ai fan, e infatti mica l’ho buttato via, lo ascolto e lo ascolterò ancora, arriverò a fischiettare qualche melodia e caricherò qualche pezzo sull’i-pod ma il gruppo che mi ha fatto a pezzi anima e coscienza mi appare oggi molto, molto lontano.

Mi dispiace Billy, magari la prossima volta.

Categorie: musica e suoni

4 commenti

Commento di Olomarco

Made Venerdì, 13 of Luglio , 2007 at 09:38

Grande, tristissimo blog, per chi come me (e te) si è fermato ai Novanta e ha sognato i Sessanta e i Settanta.
Bravo!

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Made Mercoledì, 19 of Dicembre , 2007 at 14:06

[…] è spiaciuto constatare che alcune star anni 90 non hanno ben figurato, come Korn, Smashing Pumkins e Bjork. Bene Radiohead, N.I.N., Subsonica e Dinosaurs Jr., e benissimo Kula Shaker e Foo […]

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Made Lunedì, 7 of Gennaio , 2008 at 16:25

[…] - roba come 1979 e Porcelina of the Vast Oceans  giusto per capirci - anima che nell’ultimo Zeitgeist si è persa per strada. Ho ascoltato i quattro brani su iTunes e non sembrano male. Appena […]

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Made Martedì, 29 of Gennaio , 2008 at 13:49

[…] reunion dei Biohazard (questa si che è una bella notizia, cazzo!) direi che dopo il 2007 di Korn, Smashing Punpkins, Daft Punk, Chemical Brothers, Foo Fighters, Radiohead, Subsonica, in questo anno di grazia 2008 […]

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