Monkey Island

Scritto da Lollodj Mercoledì, 17 Ottobre , 2007 alle 11:34

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Nel profondo dei Caraibi, l’isola di Mêlée

 

Lo ammetto, scrivere queste righe è come fare un tuffo all’indietro nella mia adolescenza, in ricordi che a tratti fanno anche male tanto cominciano ad essere lontani… Cristo, avevo 16 anni, scopavo poco (anzi niente) ma giocavo tantissimo, fino a sera tardi (tipo mezzanotte e mezza, o l’una!) a Prince of Persia, a Loom, ma sopratutto a The Secret of Monkey Island. All’epoca eravamo affascinati dalla grafica all’avanguardia del gioco - roba che oggi farebbe ridere un bambino di 4 anni con la sua psp in mano-; eravamo giovani e ingenui, lo ammetto, ma ci bastavano giochi che stavano su due floppy (ripeto: stavano su due floppy per un totale di 2,8 mega, tutto compreso) per goderci un paio di mesi di divertimento. E poi Monkey Island, classe 1990, segnò lo stato dell’arte delle avventure grafiche, che si sarebbero evolute solo con il 3D di Alone in the dark e Tomb Rider, qualche anno più tardi.

 

valle.gifNegli ultimi anni 80 le avventure erano per lo più testuali, immagini statiche accompagnate da un testo, e si giocava scrivendo letteralmente le azioni da compiere: qualcosa di simile a

 

> guarda tavolo - il tavolo è di legno, sopra il tavolo ci sono un piatto e un libro > prendi libro - sei troppo lontano per prendere il libro

 

E così via. Insomma, roba che appassionava come un davanzale di marmo. Fortunatamente nel 1987 il signor Ron Gilbert, programmatore e game designer, decise di scrivere una nuova interfaccia di gioco, sfruttando il mouse che nel frattempo si stava diffondendo: Lo chiamò SCUMM - Script Creation Utility for Maniac Mansion - e venne utilizzato la prima volta proprio in Maniac Mansion. Invece di scrivere con la tastiera, come si vede dall’immagine, si puntava e cliccava il verbo prescelto e l’oggetto o la persona nel gioco; sembra una banalità? Beh, non lo era nel 1990! Dopo Indiana Jones e un altro paio di titoli, nel 1990 la Lucas Arts rilascia The Secret of Monkey Island, per PC Ibm e Amiga 500.

 

Mi chiamo Guybrush Threepwood e sono un temibile pirata!

 

monkey_01.jpgNei panni di Guybrush Trepwood, povero sfigatello con l’ambizione di diventare un terribile pirata, il giocatore si trovava ad affrontare avventure demenziali per superare le tre prove di “ammissione” alla pirateria, fino a sconfiggere il cattivo pirata LeChuck e a conquistare il cuore della bella Eleine Marley. Bello da vedere, complesso ma non impossibile, divertente, grazie alle grafiche di Steve Purcell e alle musiche di Michael Land, divenne subito un classico; per anni le riviste specializzate lo usarono come termine di paragone per le avventure grafiche in uscita. Ma la chiave definitiva del suo successo fu l’impossibilità, espressamente voluta da Gilbert, di far morire Guybrush o di avanzare senza dei pezzi fondamentali; in pratica con un solo salvataggio era possibile finire il gioco e questo consentiva al giocatore di concentrarsi sugli indovinelli e sulla divertente trama senza l’angoscia di dover ricominciare da capo a un minimo errore.

 

Ci sono momenti del gioco che ancora oggi sono classici non solo del videogaming, ma dell’umorismo; la sfida con Carla, maestro di spada di Melee Island, a colpi di insulti surreali, o la mitica ricetta del grog (in grado di fondere un boccale di peltro), la scimmia con tre teste… e poi gli altri divertenti personaggi, come il venditore Wally, i pirati dello Scumm Bar, gli indigeni del villaggio, tutti ben costruiti e caratterizzati, non più semplici comparse all’interno della trama.

 

Guybrush Threepwood: “Somigli a quel fesso di mio zio Vito”

Pirata: “Tua zia troverebbe il paragone alquanto ardito”

 

monkey_02.jpgNel 1991 uscì Monkey Island: LeChuck’s Revenge. Ricordo benissimo il giorno in cui lo comprai con gli amici di allora (una copia in quattro, i floppy erano troppo facili da copiare): una grossa scatola con un corposo manuale, una mappa, una bandiera di stoffa di Monkey Island e, mio dio, ben sette, SETTE floppy! Il gioco riprende le atmosfere e l’umorismo del primo, la grafica – sempre bitmap – era migliorata, così come il sistema di gioco SCUMM, e veniva introdotto il sistema iMuse (notare la i minuscola, ricorda niente?), per la gestione dell’audio. In pratica a seconda della situazione di gioco, l’audio variava da melodie più allegre a brani più intensi, aumentando il pathos e la suspance del gioco. Anche qui una banalità, ma era il 1991, nulla era ancora banale. Più lungo, più divertente, con nuovi personaggi e location incredibili (il negozio di bare USATE è imbattibile), è senza dubbio l’episodio più riuscito della serie.

 

Nessuna scimmia è stata maltrattata durante la creazione di questo gioco

 

Del gioco sono stati fatti anche un capitolo 3 e 4, senza la partecipazione di Gilbert, ma non ne parlerò perchè nonostante la grafica in alta definizione, i due episodi sono alquanto mediocri tanto che i fan più accaniti (me compreso) non li riconoscono nella timeline ufficiale del mondo di Monkey Island. Ci stanno pensando i fan a produrre, con mezzi che oggi sono alla portata di chiunque, due nuovi capitoli della saga, Prisoner of M.I. (Monkey Island 2.5) e Darkness of M.I. (Monkey Island 5), che verranno rilasciati nel 2009 liberi e gratuiti come progetti senza scopo di lucro. Beh, speriamo solo che facciano un bel lavoro. Intanto dopo il salto ci vediamo qualche divertente video tratto dal gioco, e trovate una manciata di link utili, di immagini e di curiosità; ad esempio, lo sapevate che in LucasArts si parlò di un film tratto da M.I.? Non se ne fece nulla, ma guardate bene Gybrush… non assomiglia al protagonista di una recente e famosa trilogia piratesca?

 

Secondo alcune indiscrezioni, la LucasArt passò il materiale prodotto per il film alla Disney, che dopo averlo tenuto nel cassetto per un po’ di anni, lo usò per la trilogia dei Pirati dei Caraibi. Forse la realtà è che dentro la produzione ci fossero parecchi fan del gioco, comunque certe somiglianze sono straordinarie:

 

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La sigla del primo capitolo, nello splendore della grafica EGA e dell’audio a 8 bit

 

Un fottuto pazzo ha creato questo film in flash: Monkey Island in 5 minuti, divertentissimo

 

Non ci potevo credere, questi altri pazzi hanno messo in piedi lo spettacolo teatrale di Monkey Island

 

Il tema di Monkey Island, scritto da Micheal Land, estratto dal terzo capitolo della saga: in soli 5 anni l’audio dei pc ha fatto passi da gigante

 

 

La ricetta del Grog, bevanda preferita dai pirati dall’aspetto importante, nonchè una delle sostanze più corrosive e volatili conosciute dall’uomo

  • cherosene
  • glicol propilene
  • dolcificanti artificiali
  • acido solforico
  • rum
  • acetone
  • colorante rosso n.2
  • detriti
  • grasso per motore
  • acido per la batteria
  • e/o peperone

 

E ora qualche link utile:
Da qui potete scaricare la ScummVM, compilatore SCUMM per i moderni pc con cui è possibile giocare alle vecchie avventure punta e clicca, qualcosa di dimile al MAME per i vecchi arcade
Scummvm.org

 

Qualche community di appassionati di M.I. e altre vecchie avventure grafiche, potete anche scaricare i giochi per lo ScummVM
Monkey Island World
Monkey Island Forum
Westdam/monkeyisland

 

Il sito dei fan game basati sulle avventure di M.I.
Darkness of Monkey Island

 

E adesso spegni il computer e vai a dormire

Categorie: Videogiochi, robe da nerds

8 commenti

Commento di aquatarkus

Made Mercoledì, 17 of Ottobre , 2007 at 16:50

Da vecchio addicted di M.I.1e2 vorrei aggiungere che grazie al compilatore scumm per pocket pc, questi giochi hanno avuto una seconda giovinezza sui palmari e affini.
Provo molta nostalgia per quell’umorismo surreale e ironico quando vedo giochi che sono ormai unicamente incubi iperrealistici come halo 3. Invece i primi monkey islands (ma anche il giorno del tentacolo, sam & max ecc.ecc.) erano stati creati per “Nerds” occhialuti con la passione del “puzzle” e della battuta sagace. Perciò tutti noi non ci sentimmo più soli davanti ad un pc che macinava Dos, ma sapevamo che c’era qualcuno come noi dall’altra parte del mondo. E senza avere internet.
Quel “E adesso spegni il computer e vai a dormire” alla fine era lui quel nostro amico in capo al mondo che ce lo diceva facendoci l’occhiolino.

Commento di Lollodj

Made Mercoledì, 17 of Ottobre , 2007 at 16:56

Si vede che sai scrivere… hai centrato con poche parole quello che io non avrei saputo dire con mille. Chiunque abbia scritto quella frase finale era uno di noi, un nostro complice, uno che viveva come noi attaccato a un monitor a 256 colori, uno della nostra setta. E per la prima volta ci sentivamo parte di qualcosa.

Grazie davvero per il contributo.

Commento di Danilo

Made Sabato, 3 of Novembre , 2007 at 00:21

Una lacrima di nostalgia.

Commento di io

Made Domenica, 25 of Novembre , 2007 at 02:32

Come dite bene.
Io l’ho scoperto in ritardo (sarà stata la seconda metà degli anni ‘90, era una di quelle riedizioni CTO che costavano poco e lo presi perchè… girava sul mio ridicolo PC), ma capisco comunque benissimo quello che vuoi dire.
“E adesso spegni il computer e vai a dormire”.
Era una realtà ancora per pochi adepti, da non prendersi sul serio, un PC ce l’avevano in pochi, eppoi “sono solo giochetti”, e questo permetteva a singoli *creativi* come Gilbert di infilare con disinvoltura un gioco che è molto più di un gioco, è più di un film interattivo, è un racconto, o meglio, un *dialogo col racconto*.
Non se ne fanno più.
La grande maggioranza di chi oggi ha un computer neanche immagina che ci si possano fare cose così - passatami il termine - belle, sincere, divertenti e divertite.
L’ultimo gioco a cui ho giocato dev’essere stata sempre una AG, mi pare fosse Runaway.
Non l’ho finito, e dopo di quello basta.
La magia è finita.

La magia è finita quando hanno iniziato a uscire le schede grafiche con i dissipatori DI DESIGN (!!!!) e i PCB coi colori psichedelici (!!!).

Ah, a proposito: ho parlato con scimmie più educate di voi.

P.s.: Neanche una parola sulla musica di Michael Land (che è lo stesso degli altri classiconi Lucas, adirittura quel tema schitarrante di Day Of The Tentacle che i Judas Priest PAGHEREBBERO per avere scritto)?

Commento di io

Made Domenica, 25 of Novembre , 2007 at 02:34

E i disegni.
I disegni.
Le tavole a tutto schermo come quella di Guybrush che vede il pappagallo o quella finale con Guyburhs ed Elaine abbracciati, bellissime, hanno la stessa dignità artistica di quelle di.. boh, Bambi (rivalutato ovviamente come capolavoro ecc…).

Commento di janas

Made Martedì, 8 of Gennaio , 2008 at 23:56

… e il dente del pirata.. la gomma da masticare .. gli insulti erano bellissimi anche se a volte mi sfuggiva il nesso logico..comunque è piaciuto anche a mio figlio che sta alle elementari..e conosce giochi tecnologiacamente più raffinati!!
Ciao pirata sfigatone…senza bussola di modello superiore!

Commento di Sei una zappa

Made Martedì, 2 of Settembre , 2008 at 22:44

Ma per dio sei na zappa! Si scrive TOMB RAIDER!!!!! No RIDER!!!!
ZAPPA , braccia strappate all’agricoltura!!!

Commento di Lollodj

Made Mercoledì, 3 of Settembre , 2008 at 11:38

Madonna Zappa, mai sentito parlare di refusi? Ma lo sai che i precisini pistini del cazzo come te che girano la rete e godono a insultare chi sbaglia una virgola o un apostrofo mi fanno alquanto incazzare?
Vaffanculo, va!

In simpatia, eh… anzi, sipmatia, tiè!

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Attenzione!

Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.