Perchè essere tristi il giorno del proprio compleanno

Scritto da Lollodj Lunedì, 14 Gennaio , 2008 alle 12:16

Sarà la sindrome di Baglioni (quella per cui uno si identifica in ogni testo di canzonetta che ascolta), ma credo che nulla spieghi il mio stato d’animo di questo XXXIII compleanno meglio dell’incipit di un famoso post di Inkiostro:

Secondo voi è vero che gli indie-rocker hanno avuto, in media, tutti un’adolescenza triste? E’ vero che (quasi) tutti erano accomunati dalla sensazione che, mentre intorno a loro gli amici scoprivano le gioie del sesso e di una vita sociale appagante, e loro invece al massimo scoprivano la new wave, il cinema d’autore e le sbronze tristi, l’adolescenza fosse una lunga e sadica tortura che sarebbe finalmente finita solo con l’università? E’ per questo che ora, abbondantemente passati i 20 (o i 30, o i 40), gli indie-rocker non fanno che cercare surrogati dell’adolescenza che avrebbero voluto vivere, senza essere in grado nè di chiudere i conti col passato nè di evolvere completamente allo stadio successivo?[…]
bisogna approfittare dei momenti buoni perchè le seconde possibilità, se ci sono, non vengono mai a caso. E spesso capitano proprio quando il cielo senza stelle è quello di una giornata piovosa di autunno, dalla finestra dell’ufficio, sognando la California, o forse solo la propria adolescenza. 

Però bisognerebbe averli dei momenti buoni per poterne approfittare. Io aspetto.

Categorie: cose mie

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

Attenzione!

Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.