Abbiamo festeggiato fino alla morte: il music business negli anni 90

Scritto da Lollodj Martedì, 19 Febbraio , 2008 alle 13:20

t2-champagne385_283788a.jpgNegli ultimi giorni in molti hanno segnalato questo bell’articolo    del Times firmato da John Niven (scrittore, autore tv ed ex chitarrisa dei Wishing Stone), sugli ultimi giorni di gloria dell’industria musicale. Una lettura illuminante che consiglio a tutti, un pugno nello stomaco per gli appassionati di buona musica. Un pugno che vorrei volentieri restituire a chi oggi viene a dirmi della crisi dell’industria discografica e balle simili. L’articolo è lungo e in inglese, ho voluto tradurlo perchè vale davvero la pena leggerlo (la traduzione non è sempre letterale, spero mi perdonerete qualche ingenuità e semplificazione): 

Appena laureato, nei primi anni 90, ero sicuro di due cose che in apparenza sembrano contraddittorie. 1) non volevo un lavoro “regolare” come si intende normalmente e 2) dopo 4 anni di università e due passati a strimpellare la chitarra in una indie band squattrinata, volevo guadagnare, e bene. Pigro e avaro, senza rendermene conto ero il candidato perfetto per una carriera nel music business.

Poco tempo dopo mi trovai a lavorare nella sezione marketing della London Records, (ora defunta) major specializzata nel pop più leggero e solare: Bananarama, East 17, All Saints, Fine Young Cannibals.

Le riunioni di marketing furono illuminanti. I dischi erano “quelle inutili stronzate”. Gli artisti erano “clown”, “sfigati” e “imbecilli”. Come molti altri ingenui e inesperti prima di me, fui rapidamente e malauguratamente disilluso dall’idea che le etichette discografiche amassero la musica.

Divenne altrettanto rapidamente chiaro che, per chi era abbastanza pigro e avaro, c’era solo un settore adatto. Il tipo di settore dove ci si poteva aspettare uno stipendio a sei zeri, una BMW, e un rimborso spese illimitato, guadagnato rotolando giù dal letto nel tardo pomeriggio: A&R, Artisti e Repertorio, il settore responsabile di trovare e far crescere nuovi talenti.

Il termine era il nobile residuato dell’era di Ahmet Ertegun (colto e raffinato fondatore dell’Atlantic Records, e produttore, tra gli altri, di Led Zeppelin, Yes e John Coltrane, N.d.R.) […]. La realtà era piuttosto diversa: una generazione di ventenni gettata in pasto alla cocaina, che girava il mondo cercando di non fottersi il lavoro combinando qualche idiozia. Come firmare con una band, per esempio.

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Categorie: un po' di storia, citazioni

Il tenerissimo Milky

Scritto da Lollodj Mercoledì, 13 Febbraio , 2008 alle 01:15

Coffee And Tv dei Blur, una delle canzoni e soprattutto uno dei video più belli degli anni 90, per un soffio dentro il tempo massimo (classe 1999). Oltretutto, visto il rifiuto di Coxon a rientrare nella band, la vicenda del video appare oggi quasi profetica. I registi Garth Jennings e Nick Goldsmith sono gli stessi che pochi anni fa diressero Guida Galattica Per Autostoppisti, film tratto dal romanzo culto di Douglas Adams


Tenero, vero? Potete costruirvi anche voi il vostro Milky, scaricando i paper toys qui sotto. Dovete solo stamparlo su un A4, tagliare, incollare e voilà, farà un figurone sulla scrivania di ogni vero ninetyfan. Esiste addirittura un sito dedicato al piccolo cartone di latte, Milkyfan.com.

milkytumb.jpg

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Categorie: musica e suoni, un po' di storia

Come rivedere la figlia di un vecchio amico

Scritto da admin Martedì, 12 Febbraio , 2008 alle 17:15

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La simpatica ragazzina che vedete qui sopra non è Rizzo: è Frances Cobain, figlia quasi sedicenne di Kurt e Courtney Love. Sticazzi, mi è venuto da dire. L’avevo lasciata che era poco più che neonata, in quelle foto che la ritraeva insieme al papà. E adesso mi è quasi diventata una donna!

Passano gli anni, eh, quei dannati figli di puttana che zitti zitti si mettono in fila e uno dopo l’altro sfilano che neanche te ne accorgi. Finchè non rivedi un vecchio amico, o suo figlio che, cazzo, hai praticamente visto nascere. E ti escono quelle frasi del cavolo tipo “ho ma come sei cresciuto, assomigli tutto alla mamma/papà” (o al lattaio, non si sa mai!).

Che quando te le dicono le vecchie zie sono persino fastidiose come i loro dannati pizzicotti, ma quando cresci cominci a dirle anche tu e capisci perchè: perchè è vero. La ragazzina qui sopra è la copia sputata di suo padre. Gli stessi occhi, lo stesso naso, lo stesso mascellone allo stesso tempo virile e dolce (provate a guardare anche qui).

A guardarla mi sembra davvero di vedere la figlia di un vecchio amico. E il tempo passato ti esplode in faccia come un cazzotto, mentre grida “uno, due, tre…sono passati 16 anni!!!”. Ma fa più male di un cazzotto, ve lo assicuro.

Frances ha rilasciato una delle sue rare interviste, dove racconta di voler fare la giornalista e di sentire troppo il peso dei genitori su di se. Vuole essere giudicata per quello che farà, non per quello che hanno loro. Encomiabile, se fosse vero. Spero che quella testa di minchia della madre non l’abbia rovinata.

L’intervista la trovate qui.

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Categorie: Cose d'oggi, cose mie

Parco Sempione

Scritto da Lollodj Sabato, 9 Febbraio , 2008 alle 15:34


Hanno distrutto il parco di Gioia quei figli di troia

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Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

Supernatural Superserious

Scritto da Lollodj Giovedì, 7 Febbraio , 2008 alle 22:22

Ed ecco a voi, nella sua interezza, Il nuovo singolo dei REM: basta cliccare su LISTEN

[Via Remhq e Wittgenstein, non sapevo che Luca Sofri era un fan dei REM]

Aggiornamento: Quei simpaticoni di Stereogum hanno potuto mettere le mani su un advance di Accelerate, ed hanno scritto un’interessante pre-recensione dell’album con tanto di analisi di ogni singola canzone (una cosa che fa un po’ anni 70 in effetti). E le cose sembrano girare per il verso giusto:

#1 - Living Well Is The Best Revenge
Ideally, this should’ve been the first single, if just because no other song on the record is as effective in making the listener think “OMG R.E.M. IS BACK!!!” Basically, this is the band coming out swinging, with a tight, fast rocker that quickly establishes the aggressive, defiant tone of the album.

continua qui

Aggiornamento del 3/03: Via Nuovamusica ho trovato quello che dovrebbe essere il testo definitivo, lo aggiungo dopo il salto con la traduzione

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Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

Questa mattina volete vedermi morto???

Scritto da Lollodj Giovedì, 7 Febbraio , 2008 alle 13:35

Oggi c’è un sole bellissimo e una temperatura tiepida che quasi sussurra: coraggio, il peggio è passato. E nell’aggregatore trovo questi tre post da crepare dal ridere! Oggi sarà una bella giornata, la produttività un po’ bassa, ma l’umore altissimo (e non ditelo a Luca Cordero di Montezuma, eh!!!). E i tre post, invece del box a destra, si meritano uno spazio tutto loro:

icona.JPGVERBALE DELL’ASSEMBLEA DI CONDOMINIO di Personalità Confusa: perchè la tappezzeria dell’ascensore va cambiata una volta al mese?

 

magari.JPGTwit centrosinistra di Magari Sul Tardi (via Opèra Bouffe via Phonkmeister): potrebbe diventare uno dei post più rebloggati del secolo!

 

causa.jpgA VOLTE MI SVEGLIO LA MATTINA E MI PARE DI ESSERE SOLO UN INGRANAGGIO NELL’INDUSTRIA DEL PORNO di Causacrisi: quando comprendi che lavorare per certa gente è un pò morire!

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Categorie: Cose d'oggi, citazioni

What the fuck is emo???

Scritto da Lollodj Giovedì, 7 Febbraio , 2008 alle 02:06


Grazie a Gaia per la segnalazione

[ovvero come raddoppiare i contatti inserendo tokio hotel+emo nei tag]

 

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Categorie: Cose d'oggi

Supergiovane, salva il giovane e libera la giovane…

Scritto da Lollodj Lunedì, 4 Febbraio , 2008 alle 17:02

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Gli Elio E Le Storie Tese per molti di noi non più gggiovani sono una religione. Forse qualcosa di più, con buona pace di Ruini e compagnia. Alzi la mano chi non ha pensato, guardando la nuova 500, a come sarebbe avere il cambio dietro. O a chi, stufo dei frequenti infanticidi, non vorrebbe un cassonetto differenziato. Potrei conversare per ore con chiunque, solo con citazioni di Elio. Certo hanno ormai perso lo smalto d’un tempo, e sono sempre alla ricerca di quell’affermazione professionale che li faccia ricordare, in futuro, non solo come il gruppo di Shpalmen o Supergiovane (e no, evidentemente non bastò la terra dei cachi), ma come un gruppo rock tra i migliori che il nostro paese abbia mai avuto (e chi capisce di musica suonata sa che ho ragione).

E ben venga se per raggiungere il loro obiettivo sono disposti a una markettona paurosa, andando a presentare il dopofestival di Sanremo (forse lo spot del Cynar non era bastato). Nel nome della vera fede, sono disposto pure a perdonare il lancio del nuovo disco il 20 febbraio, proprio pochi giorni prima del festival (che inizia il 25), disco che era atteso l’autunno scorso. Lo sanno che il loro pubblico è cresciuto, e gran parte di quella generazione supergiovane, di chi aveva 20anni nel 1990, probabilmente il festival lo guarderà, comodo sul divano, magari con i figli. Sono cresciuti con noi e sanno dove venirci a prendere.

Da Elioelestorietese.it:
Il 20 febbraio 2008 verrà pubblicato Studentessi, il nuovo album di Elio e le Storie Tese.
Il disco sarà venduto in edicola (in allegato alLa Repubblica e l’Espresso), nei negozi dischi (Self Distribuzione), nei consueti canali di distribuzione digitale e su questo stesso sito (come sempre gli iscritti al Fave Club potranno anche scaricarlo in mp3).
A partire dall’8 febbraio, Parco Sempione, il primo singolo tratto dall’album, sarà in programmazione nelle emittenti radiofoniche.
XL, il mensile della Repubblica, dedica a Elio e le Storie Tese una splendida copertina e un’intervista di quattro pagine.

Gli si perdona tutto, con quelle facce da schiaffi che hanno. Quasi tutto. Basta che stavolta ci diano un album bello, di quelli che noi poveri fedeli ci aspettiamo. Non pretendiamo certo la freschezza di Elio samaga hukapan kariyana turu, o un’opera magna come Italian rum casusu cikty. Sia chiaro, tutti i loro album hanno raggiunto la sufficienza: ma è questo il punto, per loro la sufficienza non basta. Possono fare quello che vogliono, devono solo volerlo. Forza ragazzi. Anzi, forza panino!

 

PS: Io il festival non lo guarderò, nemmeno il dopofestival. Come un combattente partigiano che non vuole arrendersi, resterò nella mia grotta a preparare palline di cingomma e spinelli per affumicare il governo. E quando leggerete in cielo la scritta ”zio cantante”, io sarò pronto!

 PPS: Se vi interessa ne ho scritto anche qui.

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Categorie: generazione supergiovane, musica e suoni

Ricordiamoci di come eravamo…

Scritto da Lollodj Lunedì, 4 Febbraio , 2008 alle 16:03

Non c’entra una fava, ma questo post di Galatea mi è piaciuto così tanto, soprattuto nelle sue considerazioni finali, che lo voglio riportare:

[…] Dovrei dirle che una delle poche cose che mi sono chiare, ormai, sui ragazzini, è che l’immagine che abbiamo di loro, e di quello che pensano, e di quello che gli interessa davvero, e della loro passioni, così come delle loro capacità, è quasi sempre uno zuccheroso ologramma che ci costruiamo nelle nostre teste di adulti, rimuovendo i ricordi di come eravamo davvero a quell’età. A tredici anni si ragiona, e Disney ed il suo mondo sono solo un cartone animato da guardare qualche volta, quando non c’è di meglio, alla tv. I ragazzini sono competitivi, calcolatori, quando serve già ipocriti; e sono anche in grado di appassionarsi al mondo, alla politica, e, quando càpiti, alla letteratura ed all’arte. L’età dell’innocenza non è questa. Sempre ammesso che ve sia una, per gli esseri umani.

Spesso, quando guardiamo alle nuove generazioni, anche noi che proprio vecchi ancora non siamo ci lasciamo andare alle solite considerazioni “noi eravamo diversi, oggi invece bla bla bla…”. Considerazioni stupide, oltre che un po’ reazionarie. Tendiamo a pensare alla nostra gioventù rimuovendo accuratamente i ricordi scomodi, per costruirci un passato perfetto. E i giovani d’oggi ci appaiono in confronto vuoti e idioti. Lo eravamo anche noi, fidatevi. Credetemi, è così. Lo eravamo in un modo diverso, tutto qui.

Il post completo di Galatea lo trovate qui.

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Categorie: Cose d'oggi, cose mie, citazioni

Attenzione!

Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.