Scritto da Lollodj Domenica, 30 Marzo , 2008 alle 04:19
Commentanto un post di Galatea (che non linko, più avanti capirete perchè) sull’annosa questione della chiusura di BlogBabel (non entro nel merito, cazzi di Paul e Babel stessa, se volete farvi un’idea leggete qui ) ho realizzato quanto davvero l’ossessione della classifica avesse in qualche modo avvelenato l’aria.
Insomma, anche a me sembrano ridicole le richieste di scambio link, i meme (perdonami Warp9, ma non ce l’ho fatta), i giochetti, i commenti che dicono solo “wow che figo, hai ragione, ti linko smack smack”.
Però mi piacerebbe poter linkare un blog semplicemente perchè lo leggo e mi piace, citare un post perchè lo trovo interessante, commentare aggiungendo dei contenuti o comunque restando a tono col post, ricambiare una visita o un commento solo per cortesia*, senza passare per prezzemolino, leccaculo, troll, cacciatore di link…
In questo senso la chiusura di BlogBabel, per quanto riconosca il lavoro e l’impegno dei suoi ideatori, mi fa solo piacere: senza l’ossessione (che io non ho mai avuto, ma altri si) di una classifica, la so-called blogosfera non potrà che essere più rilassata.
* E’ esattamente quello che faccio, che ci crediate o no. Ho 33 anni, una vita, una fidanzata e degli ottimi amici, ed ho altri problemi con cui riempire le mie giornate, altro che classifica, Shinistat e blogosfera (ha troppo ragione il Brullo).
Scritto da Lollodj Venerdì, 28 Marzo , 2008 alle 10:27
Sono davvero contento che i Crows siano tornati (dopo le ultime deludenti cose) con un disco che onestamente è bello, che contiene un paio di capolavori di musica pop (You Can’t Count, Come Around), ed è magistralmente diviso tra rumorose schitarrate rock (la prima parte dell’album, il sabato notte prodotto da Gil Norton) e delicate ballad (la domenica mattina, prodotta da Brian Deck). Dovrò ascoltarlo ancora un po’ prima di dare un giudizio definitivo, ma una cosa è certa: grazie a questo album i Crows non saranno ricordati solo per il Sig. Jones. Certo fa uno strano effetto vedere Adam Duritz così invecchiato nel video. Ok, il tempo passa per tutti, ovvio: ma lui mi pare invecchiato parecchio male.
L’arcano si svela grazie a una lunga intervista pubblicata da Rolling Stone USA, in cui Duritz parla dei suoi ultimi difficili anni. Tra una cosa e l’altra, racconta della sua convivenza con una bella neolaureata di Berkley (convivenza casta, la sta solo aiutando a superare la morte della madre… mah!), dei suoi dread tragicamente finti (il suo manager gli propose di rasarsi a zero, ma Duritz rifiutò non volendo assomigliare a uno skinhead), e dei suoi problemi mentali. Un disordine dissociativo della personalità, accompagnato da depressione che, curato male, lo portò a pesare oltre 110Kg. Ora è guarito, ma mi sembrano evidenti i segni lasciati sul suo viso e sul suo fisico.
Scritto da Lollodj Giovedì, 27 Marzo , 2008 alle 10:15
Non si direbbe ma la politica, dopo musica ed informatica, è la mia terza grande passione. Non posso quidi esimermi dal giochino della settimana: rispondi a 25 domande semplici semplici e scopri - con larga approssimazione - dove sei posizionato politicamente. Certo che l’essere finito più vicino al PCdL che alla Sinistra mi inquieta un po’, forse sono meno moderno e progressista di quanto immaginassi. E poi che cavolo sarebbe la lista “Per Il Bene Comune”, a cui risulto più vicino in assoluto? Mi riempie di orgoglio invece l’enorme distanza che mi separa da Lega e UDC: se ci sono due cose che non sopporto sono i bigotti e i razzisti (e i fan dei Tokio Hotel ma quella è tutta un’altra storia).
Ah, per chiudere, date un’occhiata qui: ci credereste che Silvio ha cercato di cooptare dei comunisti? Comunisti che votano Berlusconi, fa ridere già così!
Scritto da Lollodj Mercoledì, 26 Marzo , 2008 alle 18:05
Non è nel mio carattere tirarmela o vantarmi di qualcosa, anzi, il mio più grande difetto è proprio una profonda, decisamente troppo profonda umiltà, anche nelle cose in cui so (e lo so, fidatevi) essere bravo. Tipo capirci qualcosa di musica. Dico questo perchè non voglio fare la figura del fighetto che se la tira, ma dopo 17 anni di passione, di ascolti, di concerti, qualcosina di musica ci capirò, per Dio!
E resto ancora piacevolmente sorpreso nel trovare piccole conferme a quello che penso, che scrivo. Roba normale direte voi, ma a me, che resto una persona umilissima, fa sempre un certo effetto scoprire di avere ragione. Come quando, in questo post su Moby, scrivevo “[…] senti, sta Disco Lies sembra carina, ma è la musica che suoneresti ad un aperitivo di frocetti metrosexual prima di andare a mangiare sushi sulla 5th avenue.” Ebbene, cosa ti va a dichiarare proprio il buon Richard a MTV?
Moby descrive “Last Night” come un concept album: una colonna sonora che descrive una notte di divertimenti nel suo amato quartiere newyorkese di Lower East Side. “Ci sono così tanti bar e club in questo quartiere che hai la tentazione sempre fuori la porta di casa tua”.
Scritto da Lollodj Martedì, 25 Marzo , 2008 alle 17:04
Che l’Italia stia invecchiando un po’ troppo in fretta, e non solo anagraficamente, lo sappiamo tutti. L’Italia è il magico paese dove a 33 anni mi sento dire che sono “giovane” (che va benissimo quando tento di circuire una bella fanciulla il sabato sera, un po’ meno quando me lo dicono lunedì in ufficio), il paese dove la carriera inizia a 50 anni e finisce con la tomba, un paese governato da vecchi che ragionano in modo vecchio. E poi ci parlano di innovazione.
Ho sempre creduto (sperato?) che ci fosse una lotta, una specie di guerra fredda segreta tra la gererazione x (la nostra, quella dei 30-something) e la vecchia generazione dei baby boomers e degli ex figli dei fiori (50 e oltre). Robe come il circolo PD Barack Obama e la sua battaglia per la candidatura di Ivan Scalfarotto: non che dia troppo peso a Scalfarotto, ma è giusto per fare un esempio.
Non avevo invece previsto che un’intera generazione controllata, governata ed allevata da vecchi (il nonno da noi è l’immancabile, insostituibile e soprattutto gratuito surrogato dell’asilo che non c’è mai), fosse ormai plagiata dal vecchio-pensiero: le novità sono una gran rottura di coglioni, altro che opportunità, o al limite delle mode passeggere. La roba di qualità deve aver almeno 30 anni, sennò è fuffa. E il popolo del web, dell’innovazione e delle nuove tecnologie? Solo una banda di pedofili e puttane, internet serve a quello no? L’ha detto pure Vespa…
Ho avuto la certezza assoluta e definitiva di questo plagio leggendo il programma dell’Heineken Jammin festival 2008. Si, d’accordo, nei tre pomeriggi del festival ci sono in scaletta un sacco di ggiovani tirati su negli oratori e nelle feste scolastiche di mezza Italia e che suoneranno davanti a un pubblico accaldato, annoiato e distratto; ma è leggendo il programma della sera, quando l’arena si riempie, le luci calano e davvero inizia lo show, che mi sono trovato davanti a una resa, un disastro generazionale.
Scritto da Lollodj Giovedì, 20 Marzo , 2008 alle 17:06
Questo post è per Marco G. (il Dott. Marco G., mi scusi eccellenza!!!):
“In astronomia, un equinozio è definito come l’istante in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l’eclittica e l’equatore celeste. La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale”. Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l’alba comincia quando il sole ha superato di metà l’orizzonte e il tramonto finisce quando il sole è di metà sotto l’orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del giorno è esattamente 12 ore. Agli equinozi, il sole sorge all’esatto est e tramonta all’esatto ovest. Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l’equinozio di primavera, e l’equinozio di settembre (che cade il 22 o 23 settembre) è l’equinozio d’autunno; nell’emisfero meridionale, questi nomi sono invertiti”. (Wikipedia)
Questo per dire che:
- Stamattina alle 5.48 in punto è iniziata la primavera
- Sull’equinozio avevo ragione io!
Scritto da Lollodj Mercoledì, 19 Marzo , 2008 alle 14:37
La Paramount ha in cantiere un seguito/spinoff di Beverly Hills 90210, e potrebbe ordinare un episodio pilota entro la fine di marzo. Il progetto è stato afidato a Rob Thomas, creatore di Veronica Mars, mentre l’ideatore della serie originale Darren Star non è stato coinvolto.
La produzione potrebbe coinvolgere uno o più dei protagonisti originali. Quindi? Vedremo Dylan alle prese con la riabilitazione? Donna in piena botta di fede post 11/9? Brandon affermato giornalista liberal lottare contro l’amministrazione Bush? Brenda combattere demoni dell’altra dimensione assistere il padre malato?
Beh, se sarà davvero così… cheppalle! Sarà, ma ogni serial che si rispetti, quando diventa troppo “adulto” diventa irrimediabilmente noioso. Prendete Scrubs, l’unico telefilm che seguo in tv (per Lost c’è il buon vecchio e caro Torrent): inizia con le divertenti aventure di giovani aspiranti medici, e finisce in family drama con divorzi, bambini, matrimoni e tragedie. Una palla.
Persino l’Uomo Ragno ha dovuto fare tabula rasa del suo passato: il tran tran familiare non fa molta presa sul pubblico giovane che vuole un personaggio in cui identificarsi, non rivedere i bisticci di mamma e papà. Resto comunque curioso di sapere come aggiorneranno i personaggi nell’America del nuovo millennio. A rivedere le foto e i vecchi episodi, sembra passato un secolo.
AGGIORNAMENTO: Dimenticate tutto, a quanto pare non ci saranno i vecchi protagonisti, se non in sporadiche comparsate. Quoto da Tvblog
Gli eventi dovrebbero cominciare con il ritorno a Beverly Hills di un diplomato del 1980 ora dirigente scolastico, Harry Mills, e di sua moglie Celia, atleta olimpica e personal trainer. Il motivo del loro trasferimento dovrebbe essere la dipendenza alcoolica da cui è affetta la madre di lui, una star degli anni ‘70, che richiede un’assistenza costante.
I veri protagonisti però non saranno loro, bensì i figli Annie e Dixon, entrambi sedicenni ma non gemelli, come i fratelli Walsh: il secondo, un ragazzo tanto brillante quanto irrequieto -ispirato da Ryan Atwood di “The O.C.”?- è stato infatti adottato a 10 anni.
I due giovani si trovano a dover ricominciare daccapo, soprattutto a scuola, dove però faranno presto amicizia con Daphne Silver, che col tempo s’innamorerà di Dixon. Daphne ha un fratello, Max, gestore del cinema di famiglia nel centro commerciale, punto di ritrovo dei protagonisti, il Century City Mall. Gli altri personaggi che saranno coinvolti episodio dopo episodio dovrebbero essere l’attivista Navid Shirazi, Ethan Ward e la sua ex fidanzata, la ricca Naomi Bennett.
Scritto da Lollodj Mercoledì, 19 Marzo , 2008 alle 12:26
Abbiamo dovuto aspettare solo undici anni, ma alla fine i Portishead sono tornati. Senza preavviso, lunedì sera, è apparso sul loro sito ufficiale il video di Machine Gun: ho smanettato un po’ con uno sniffer e la cache di Windows, e ora il video ce lo possiamo vedere anche qui. Almeno finchè non lo rimuovono, ma spero di averlo mimetizzato bene.
Ammetto che preferivo di gran lunga i Massive Attack, anche se Dummy lo ascolto ancora oggi volentieri, soprattutto nei giorni di pioggia a novembre. Già Portishead l’ho ascoltato molto meno; invece questa Machine Gun non sembra male e l’album, quel Third in uscita il 28 di aprile, promette bene. Speriamo.
Scritto da Lollodj Martedì, 18 Marzo , 2008 alle 09:47
Quando si dice grattare soldi anche dai muri, Courtney Love ha autorizzato questa edizione limitata di Converse Chuck Taylor e One Star customizzate Kurt Cobain, arricchite cioè da aforismi e autografi di cattivo gusto, o addirittura da stampe di pagine dei suoi diari. Tutto molto sobrio, in puro stile Love.
Per l’autunno-inverno 2008-09 sono attese le reliquie (in vendita su eBay) e l’ostensione della salma accanto a quella di Padre Pio. Inoltre per soli 10 dollari potrete provare l’ebrezza di spararvi con il fucile usato da Kurt: non aspettate, è un’occasione unica nella vita!!!
Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.