Festival per la terza età
Scritto da Lollodj Martedì, 25 Marzo , 2008 alle 17:04
Che l’Italia stia invecchiando un po’ troppo in fretta, e non solo anagraficamente, lo sappiamo tutti. L’Italia è il magico paese dove a 33 anni mi sento dire che sono “giovane” (che va benissimo quando tento di circuire una bella fanciulla il sabato sera, un po’ meno quando me lo dicono lunedì in ufficio), il paese dove la carriera inizia a 50 anni e finisce con la tomba, un paese governato da vecchi che ragionano in modo vecchio. E poi ci parlano di innovazione.
Ho sempre creduto (sperato?) che ci fosse una lotta, una specie di guerra fredda segreta tra la gererazione x (la nostra, quella dei 30-something) e la vecchia generazione dei baby boomers e degli ex figli dei fiori (50 e oltre). Robe come il circolo PD Barack Obama e la sua battaglia per la candidatura di Ivan Scalfarotto: non che dia troppo peso a Scalfarotto, ma è giusto per fare un esempio.
Non avevo invece previsto che un’intera generazione controllata, governata ed allevata da vecchi (il nonno da noi è l’immancabile, insostituibile e soprattutto gratuito surrogato dell’asilo che non c’è mai), fosse ormai plagiata dal vecchio-pensiero: le novità sono una gran rottura di coglioni, altro che opportunità, o al limite delle mode passeggere. La roba di qualità deve aver almeno 30 anni, sennò è fuffa. E il popolo del web, dell’innovazione e delle nuove tecnologie? Solo una banda di pedofili e puttane, internet serve a quello no? L’ha detto pure Vespa…
Ho avuto la certezza assoluta e definitiva di questo plagio leggendo il programma dell’Heineken Jammin festival 2008. Si, d’accordo, nei tre pomeriggi del festival ci sono in scaletta un sacco di ggiovani tirati su negli oratori e nelle feste scolastiche di mezza Italia e che suoneranno davanti a un pubblico accaldato, annoiato e distratto; ma è leggendo il programma della sera, quando l’arena si riempie, le luci calano e davvero inizia lo show, che mi sono trovato davanti a una resa, un disastro generazionale.
Le serate saranno chiuse da Sex Pistols (età media 52 anni), Vasco Rossi (56), Police (59), Iggy Pop (61). Salvano in corner i Linkin Park (30) e Alains Morisette (34). Età media totale… 48 anni, poco meno di quella dei nostri parlmentari. Ora, niente di male se si rende omaggio ai grandi vecchi, e capisco pure Vasco che da solo ripaga tutto il festival e mette il cuore in pace agli organizzatori. Ma un festival in cui l’età media dei gruppi di punta è di quasi 50 anni è palesemente ridicolo. E hanno il coraggio di chiamarlo festival rock?
Mi piacerebbe capire le reali ragioni di questa scelta, ma ho un paio di ipotesi: il pubblico italiano è ferocemente conservatore, dannatamente ostile alle cose troppo nuove. Tranne le nicchie ovviamente, ma con le nicchie non si riempie un festival. E con i pochi soldi che ci sono in giro, solo gli over 30 hanno abbastanza spiccioli da investire in grossi festival. Brutto segno comunque. Quest’anno dovrò espatriare anche per per i festival (qui, o forse qui): mi chiedo solo quando avrò le palle di fare la valigia grande e non tornare più.
Categorie: Cose d'oggi, cose mie
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Commento di francesco
Made Martedì, 25 of Marzo , 2008 at 17:47
non c’è fabrizio moro? vabbè sono un suo fan perdonatemi
cmq bel post davvero. come si dice in questi casi mi hai tolto le parole di bocca o mglio i pensieri dalla mente e li hai scritti.
Commento di belladitheboss aka the idol aka il dino
Made Mercoledì, 26 of Marzo , 2008 at 16:01
beh, oddio, la barzelletta è chiamare festival rock uno dove a quanto leggo, a parare il culo agli organizzatori sarà vasco…
per il resto forse vuol dire che gente che ha l’età dei miei genitori o più sapeva fare molto meglio il rock di molti artisti di oggi?
Commento di Lollodj
Made Mercoledì, 26 of Marzo , 2008 at 22:31
Non è quello il problema. Quello che mi fa un po’ incacchiare è che da noi per riempire 3 giorni di festival bisogna andare sul revival (perchè quello è), mentre in altri posti la programmazione è molto più varia, e si va dai vecchi maestri ai ventenni alla moda. In questo senso il Traffic di Torino dell’anno scorso è stato perfetto (Lou Reed, Battiato, Daft Punk e Arctic Monkey), ma per quanto grande il Traffic non ha i numeri e l’importanza dell’Heineken (e quest’anno parte già male).
Evidentemente la cultura del “vecchio è bello” ha contagiato anche un mondo tipicamente giovanilista e dinamico come la musica rock e pop.
Almeno da noi, imho.
Commento di Charmless Man
Made Mercoledì, 30 of Aprile , 2008 at 01:53
I sex pistols quest’anno saranno anche al traffic, e ci sarà il pienone. Per quanto riguarda iggy pop sono un accanito fan, l’ho visto qua a torino e lo infilo tra i 5 concerti più stimolanti della mia vita. Vasco ormai è un tamarro ma è pur sempre un tamarro che riempie due volte san siro in due giorni, con la richiesta negata dal consorzio san siro di una terza serata. Queste sono icone della musica e volente o nolente riempiranno l’heineken! Ma su pensate ai rolling stones, agli aerosmith, ai police… il vecchio non è bello, il vecchio è capace! Purtroppo il ricambio generazionale è scarso e questi artisti restano i padroni della scena. This is rock’n'roll guys!!!
Commento di Charmless Man
Made Mercoledì, 30 of Aprile , 2008 at 01:59
P.S. affermando che il ricambio generazionale è scarso non voglio di certo insultare ottimi artisti come radiohead, coldplay, strokes e altri, che comunque restano una piccola percentuale rispetto all’enorme massa di schifezzuole che viene passata per radio e televisione (fabri fibra, finley, mondo marcio, paolo meneguzzi, dj francesco, britney spears e troppi, sottolineo, troppi altri).
Commento di Lollodj
Made Mercoledì, 30 of Aprile , 2008 at 14:26
Charmless (che bel nick!), come ho detto un paio di commenti sopra: il problema non sono i grandi vecchi ma il costruire un intero festival attorno a questi grandi vecchi. Possibile che non ci fosse spazio per - faccio dei nomi a caso - Amari, Strokes, CSS, Bloc Party, etc. Un po’ di varietà in più insomma, mischiare il vecchio col nuovo, in poche parole: andare avanti.
Commento di Charmless Man
Made Lunedì, 5 of Maggio , 2008 at 00:41
Così mi sta bene ma c’è da sottolineare, e non è poco, che tale festival è ed è sempre stato una commercialata pazza (sponsorizzata dalla marca di birra più venduta in Europa, peraltro…), quindi non si poteva pretendere che gli organizzatori uscissero dal seminato (specie se tra questi figura il blasco, no?)
This in not my cup of tea!
Commento di Lollodj
Made Lunedì, 5 of Maggio , 2008 at 10:44
Ovvio, gli organizzatori fanno il loro mestiere e cercano il successo proponendo quello che il pubblico vuole. Infatti non sono loro il problema, ma il pubblico di riferimento che riempie un’arena solo se l’età media degli artisti sfiora i 50 anni. Insomma, non ne posso più di rocker 40enni (magari col codino e i pantaloni di pelle) che insistono sul “una volta si che c’era il rock con i Led e i Deep, oggi sono tutti ragazzini modaioli…”
Ecco, manca solo un “tutti drogati” ed è lo stesso modo in cui ragiona mia nonna di 87 anni.
 










