Scritto da Lollodj Lunedì, 17 Marzo , 2008 alle 15:57
Adoro l’animazione passo uno con la plastilina, un’arte talmente senza tempo, nell’epoca dell’animazione digitale, da non apparire retrò o superata: è bella così, semplice e naïf. E poi è estremamente versatile, non richiede grandi mezzi e chiunque, con un po’ di fantasia e la giusta dose di manualità, può realizzare lavori assolutamente pregievoli. Per questo lo spot Levi’s ”The Clayman”, pur essendo del 1995, appare senza tempo. Potrebbe essere del 1971, come dell’altroieri.
Anche la colonna sonora, la famosissima Boombastic di Shaggy, è ormai un classico del decennio, oltre che un brano pop ancora attualissimo. Orville Richard Burrel, ex marine di origine jamaicana, è forse uno dei pochi (l’unico?) artisti ad essere diventato realmente famoso grazie a questo spot, innaugurando una carriera che tra alti e bassi dura ancora oggi, in particolare in Jamaica dove - a quanto mi dicono i miei inviati - è ancora una vera star.
Qui lo spot originale, mentre più sotto il video completo di Boombastic.
Scritto da Lollodj Giovedì, 13 Marzo , 2008 alle 11:35
…quelli buoni però. Ovvero quei tre matti che a metà anni 90 anticiparono l’estetica indie e portarono al successo Lump, Peaches e… poco altro, almeno da noi. Ricordo che il bassista suonava una chitarra con montate due corde da basso, mentre il chitarrista montava solo tre corde: “se sei davvero bravo ti bastano” dicevano, dei pazzi! Trattavano il rock come i primi Beastie Boys trattavano l’hip hop: deriderne gli stereotipi, sfruttarne i luoghi comuni e divertirsi, tanto.
L’altro ieri è uscito il loro nuovo disco, These Are The Good Times People, qui sotto il primo singolo Mixed Up SOB. Per pubblicarlo non hanno firmato un contratto, ma una joint venture con la EMI per la distribuzione. L’era delle case discografiche è finita.
Scritto da Lollodj Lunedì, 10 Marzo , 2008 alle 19:05
Il coniglio è un animale che tiene fede al suo nome. Ha paura di tutto, vive in uno stato allucinatorio di perenne panico che lo porta a fuggire disperato da qualunque cosa si muova e abbia uno stomaco. Se poi lo si afferra dietro il collo, appena dietro le orecchie - dove d’istinto mordono i predatori - il poveretto si arrende, si abbandona come sapesse che quello è il suo destino, l’unico vero motivo della sua esistenza: essere il pasto di un vertebrato superiore.
Insomma, essere il simbolo della fifa e l’emblema dei codardi (oltre che il parametro di riferimento di tutte le eiaculazioni precoci) non gli fa certo onore; ma bisogna capirlo, la maledetta selezione naturale (o qualcun’altro, nel suo inteligentissimo disegnino) lo ha piazzato alla base della piramide alimentare, appena sopra il trifoglio.
Eppure, se c’è una giustizia nell’universo, deve esserci un paradiso anche per loro. Per questo mi immagino l’aldilà dei conigli come una specie di valhalla glorioso, un regno dove i conigli, finalmente liberi dalla paura e mossi da un coraggio leonino, muovono guerre sanguinarie contro i nemici di sempre: gatti, cani, volpi, falchi, uomini con la doppietta, tutti dominati con pugno di ferro e resi inoffensivi.
Patria dei coraggiosi e dei liberi, nel loro regno i teneri musetti tendono le orecchie al grido di battaglia, mentre un’altra fortezza canina viene data alle fiamme e i suoi abitanti passati per le armi, con la stessa ferocia e mancanza di pietà che nella vita terrena era riservata a loro.
Tutto questo per dire che sabato è morto il mio caro Chupito II, per tutti semplicemente Topo, il coniglietto nano che da due anni e mezzo mi teneva compagnia nella petit maison. Mi inteneriva quel suo aver paura di tutto, anche del minimo rumore o movimento. E ora lo voglio immaginare così, come un Leonida alla guida dei suoi 300 mentre marcia fiero, e rivolge un pensiero a quel gigante buono che lo accudiva, lo proteggeva, e gli voleva tanto, tanto bene.
Scritto da admin Lunedì, 10 Marzo , 2008 alle 11:18
La Spagna resta un bel paese in cui fuggire andare a stare, lontano dal cumulo di immondizia dai gravi problemi che affliggono il nostro paese a causa dei pessimi amministratori e di chi li ha votati della mafia, dei comunisti, dei fascisti, dei froci, dei cattolici, della P2 (allungare a piacere l’elenco dei capri espiatori…).
La vittoria di Zapatero andrebbe dedicata a Veltroni, e alla spocchia con cui rispose a questa intervista.
Scritto da Lollodj Giovedì, 6 Marzo , 2008 alle 11:14
Non sono mai stati tra i miei gruppi preferiti, anche se ammetto che The Charlatans, del 95, è un gran bel disco. Sono appena tornati con l’album You Cross My Path, il decimo della loro carriera, che si può tranquillamente scaricare dal sito Xfm.co.uk: ringraziamo per il gentile omaggio. Quello che vedete sotto invece è il video di Oh Vanity, il secondo singolo tratto dall’album (il primo uscì a ottobre). Sarà che col tempo i miei gusti si sono fatti meno difficili, ma il pezzo è semplicemente fantastico!
Scritto da Lollodj Mercoledì, 5 Marzo , 2008 alle 10:57
Gary Gygax, autore e creatore del gioco Dungeons And Dragons, icona del mondo geek e degli appassionati di fantasy, è morto ieri all’età di 69 anni. Se smanettate davanti a un computer, e se avete più di 25 anni, almeno un dado a 20 facce lo avete tirato nella vita. A lui devo una bellissima parte dei miei ricordi di adolescente. Un minuto di silenzio, per favore:
Per me la prima metà degli anni novanta - Gesù, avevo 15 anni - non fu solo metal, grunge, motorini, brufolazzi e feste scolastiche (io portavo i dischi ma non entravo, avevo judo): furono anche gli anni in cui, da vero geek, mi innamorai del fantasy e dei giochi di ruolo. Ora, tentare di descrivere cosa sia un gioco di ruolo è quasi impossibile, anzi è una delle terribili domande impossibili insieme a “esiste Dio?” e “c’è vita nello spazio?”.
Trovarsi intorno al tavolo armati solo di un pezzo di carta, una matita e un set di dadi. Immergersi in un racconto fantastico fatto di maghi, streghe, draghi, guerrieri e orchi. Ma anche mondi da esplorare, astronavi, raggi laser, androidi, vampiri, mostri dell’occulto. Serate, notti intere passate a impersonare, a recitare un ruolo. Si poteva goicare ovunque, bastava la fantasia.
E non cominciate a rompere i coglioni con la storia che gli RpG (role playing game) sono roba da sfigati nerd brufolosi: che a vedere il Signore Degli Anelli ci siete andati, rompicazzo. E sinceramente non era peggio che passare i pomeriggi a taroccare il motorino, o a stare seduti su una panchina a sputare per terra. Fanculo!
Scritto da Lollodj Lunedì, 3 Marzo , 2008 alle 16:20
Per chi si è sempre chiesto perchè, improvvisamente, a fine anni 90 la destra anche estrema, dopo anni di letargo (durante i quali ha scontato una naturale diffidenza gereralizzata post nazifascismo) sia diventata improvvisamente principale attore politico pressocchè in tutto il mondo, cito questo brano di Nello Barile sulla crisi, e forse la fine, della sinistra classica durante gli anni 90. Crisi in gran parte dovuta ai propri errori; non tanto strettamente politici, ma di visione strategica. E dall’aver incredibilmente sottovalutato il potere di una destra anche feroce che ha, ed avrà sempre, dalla sua parte gli eserciti ed i grandi capitali, con tutte le loro sottostrutture (centri di potere, industria, sentimenti ultra-nazionalisti).
“Nel corso degli anni Novanta un certo pensiero di sinistra ha abbandonato il retaggio dell’internazionalismo trotzkista per concentrarsi sull’esaltazione dell’etica e dell’estetica comunitaria. In tal modo si è cercato di esaltare la gastronomia regionale, la musica e la cultura del luogo […], gli idioletti di ogni genere e origine. Tale vicenda che intreccia insieme cultura, arte e politica può essere esaminata a partire dalla parabola esistenziale di Giovanni Lindo Ferretti che ha attraversato gli anni Ottanta con la grandiosità e l’irriverenza di un innovatore […], gli anni Novanta invischiandosi nelle acque torbide della tradizione […], il nostro presente con un panegirico sulle sue radici di montanaro mistico che scopre la «sensazione liberatoria di votare per la destra». Tale evoluzione ci aiuta a capire come la svolta reazionaria abbia vissuto un periodo di gestazione proprio nei presupposti di quel pensiero «da sinistra» che nell’arco degli anni Novanta le aveva provate tutte – dall’esotismo più disperato alla nostalgia per qualsiasi passato – nel tentativo di contrastare il mondo senz’anima imposto dalla tecno scienza e dalla globalizzazione. Lì si sono formate sacche di resistenza ma anche leader di opinione che hanno usato come un grimaldello intellettuale alcuni discorsi, allora innocui, sul ritorno «al sangue e alla terra», ai valori forti della famiglia e della religione, pubblicizzandoli in maniera esasperata. Quando la svolta cruciale della nuova fase storica ha messo in evidenza l’eccessivo ottimismo di quel periodo, diffondendo l’allarme generalizzato per la nuova «società del rischio», allora in molti hanno saltato la staccionata e sono andati a collocarsi nello schieramento di destra”
Nello Barile,
La mentalità neototalitaria,
Apogeo 2008
Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.