You Can’t Count On Me

Scritto da Lollodj Venerdì, 28 Marzo , 2008 alle 10:27


Sono davvero contento che i Crows siano tornati (dopo le ultime deludenti cose) con un disco che onestamente è bello, che contiene un paio di capolavori di musica pop (You Can’t Count, Come Around), ed è magistralmente diviso tra rumorose schitarrate rock (la prima parte dell’album, il sabato notte prodotto da Gil Norton) e delicate ballad (la domenica mattina, prodotta da Brian Deck). Dovrò ascoltarlo ancora un po’ prima di dare un giudizio definitivo, ma una cosa è certa: grazie a questo album i Crows non saranno ricordati solo per il Sig. Jones. Certo fa uno strano effetto vedere Adam Duritz così invecchiato nel video. Ok, il tempo passa per tutti, ovvio: ma lui mi pare invecchiato parecchio male.

L’arcano si svela grazie a una lunga intervista pubblicata da Rolling Stone USA, in cui Duritz parla dei suoi ultimi difficili anni. Tra una cosa e l’altra, racconta della sua convivenza con una bella neolaureata di Berkley (convivenza casta, la sta solo aiutando a superare la morte della madre… mah!), dei suoi dread tragicamente finti (il suo manager gli propose di rasarsi a zero, ma Duritz rifiutò non volendo assomigliare a uno skinhead), e dei suoi problemi mentali. Un disordine dissociativo della personalità, accompagnato da depressione che, curato male, lo portò a pesare oltre 110Kg. Ora è guarito, ma mi sembrano evidenti i segni lasciati sul suo viso e sul suo fisico.

 

Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

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