Dissonanze cognitive: seconda parte
Scritto da Lollodj Mercoledì, 16 Aprile , 2008 alle 11:50
A 48 ore di distanza, dopo averci dormito su un paio di notti, finalmente comincio a metabolizzare la batosta elettorale. Di analisi post voto ne trovate quante volete, di gente molto più preparata di me in materia (qui ne trovate raccolte un po’), quindi non voglio aggiungere altro. Rimane lo sconforto di constatare come l’Italia resti il paese dei molti Don Abbondio pronti a togliersi i cappello per obbedire senza fiatare al potente di turno: che si chiami Mussolini, Craxi o Berlusconi, l’Italia ha un bisogno quasi fisico di un leader populista, paternalista, accentratore, un leader da adorare e idolatrare. Ma è comprensibile, in un paese che ha avuto bisogno di una ditattura per uscire dal medioevo e diventare un paese quasi normale. Resta anche anche la rabbia di vedere l’uomo che ha fatto fortuna riempiendo le sue televisioni di tette e culi facendo crollare il livello culturale medio, vincere e consegnarsi alla storia come un grande statista, mentre uno come Berlinguer verrà accostato a Pol Pot.
Ci aspettano tempi bui in cui probabilmente vedremo sparire il 25 aprile, la cultura ridotta a orpello inutile, la scuola trasformata nell’anticamera di un’agenzia interinale, disgregarsi l’unità dello stato, la CEI e i bigotti dettare le leggi al parlamento, ridicoli dazi doganali contro la Cina che si riveleranno controproducenti (e se la Cina ci restituirà il favore sarà la fine). O magari invece mi sbaglio e tra cinque anni saremo tutti molto più liberi e ricchi e felici. Quello che so per certo è che comunque, col petrolio a 112 dollari, gli USA in crisi e la Cina incazzata, ci aspettano altro che lacrime e sangue.
Basta, ci sarebbero veramente troppe cose da dire e considerazioni da fare, voglio fermarmi qui. Da domani torno agli anni 90, che ho già in mente un paio di post interessanti. Almeno mi distraggo un pò e fino ai primi danni non ci penso più.
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Commento di exgiovine
Made Sabato, 7 of Giugno , 2008 at 13:51
Accidenti, questo mi era sfuggito, lo vedo solo adesso: un commento sulla politica italiana sul blog di Lollodj. Molto bene, così mi diverto a metterci del mio; ho provato qualcosa su altri forum ma sono frequentati da cretini poco dialettici.
Caro Lollodj sul tuo commento devo dire che al punto in cui siamo spero che la CEI detti le leggi al parlamento (detto proprio da me che mi avvicino alle chiese solo per matrimoni o funerali che sono quasi la stessa cosa) perchè i vescovi sono più liberali dell’attuale maggioranza che pure si dichiara liberista. Esempio ne è il dibattito di questi giorni sul reato di immigrazione clandestina: i preti sono contrari, il governo di ispirazione liberale no. In fondo i cosidetti clandestini (ma lo sono solo perchè noi decidiamo che lo siano) vengono da noi per migliorare la loro sitazione, atteggiamento che sta alla base del liberismo, principio ispiratore degli uomini di governo: bho? non ci capisco niente. Se ce la fai spiegami qualcosa.
Saluti affettuosi
exgiovine
PS
il tuo blog mi diverte molto.
Commento di Lollodj
Made Martedì, 10 of Giugno , 2008 at 08:51
Bentornato ex-giovine,
come sempre il post che tanto ti ha incuriosito è da intendere come uno sfogo estremamente personale e piuttosto atipico per me, dettato esclusivamente dal momento: ho da tempo infatti imparato che in politica non esistono (tranne che in rari e gravi casi) verità assolute, quindi mi tengo lontano da chi grida certezze - e io non ne grido a mia volta - di solito piuttosto squallide, come “Berlusconi rovina l’Italia” o “Veltroni è come Stalin”. Chiedo argomenti - e quando riesco ne offro anche - e avere argomenti oggi non è cosa da poco. Ho ripensato più volte se cancellare o meno il post, ma alla fine è rimasto qui.
[…]
Riprendo l’esempio della CEI. Non passa giorno che un Bagnasco o un Ruini non dica cosa il governo dovrebbe o non dovrebbe fare, come sono continui i richiami ai “valori” dei politici cattolici che, in poche parole, dovrebbero obbedire alle “opinioni vincolanti” del papa senza fare troppe domande. Lo trovo inaccettabile, si tratta di un vero e proprio diritto di veto. Senza contare che gran parte del potere politico della chiesa non deriva da chissà quale appoggio popolare (in Italia siamo tutti cattolici a parole, poi le chiese restano vuote - l’ipocrisia è uno dei vizi che meno sopporto dei nostro connazionali), ma da quel 6-8% di elettorato “moderato” che alla fine determina il risultato delle elezioni.
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Quello che dici tu è vero, la chiesa sembra essere ormai l’unica paladina di quelli che dovrebbero ancora chiamarsi “diritti umani”, o almeno diritti: ma vedo solo dell’opportunismo spicciolo, una nicchia da riempire una volta fatta fuori la sinistra cosiddetta “radicale”.
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Vero, spesso la chiesa si è scagliata contro il capitalismo sfrenato, la società dell’immagine e dei consumi, lo sfruttamento dei lavoratori, etc. tutti nobilissimi intenti ma a cui raramente sono seguiti fatti concreti. Il Papa si è limitato ad affacciarsi al balcone e a tenere il suo bel discorso, e tutto è finito lì. I politici cattolici vengono richiamati all’ordine solo quando ci sono in ballo questioni morali quindi non direttamente monetizzate, quando cioè non si rischia di toccare i soliti potenti interessi (lo so sto parlando da Marxista ma, va da se, è da li che vengo).
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I cattolici, insomma, che per una trentina d’anni hanno guardato a sinistra (catto-comunisti) devono essere riportati sotto l’ala protettiva della destra conservatrice, non c’è niente da fare, anche a costo di cooptare una dialettica da far invidia a Berlinguer.
[…]
Come non dimentico che 100.000 persone andarono in piazza non contro le morti sul lavoro o le disuguaglianze sociali, ma per non fare sposare i gay: una massa di persone “contro” la richiesta (per altro banale) di una minoranza. Non è fascismo questo, ma poco ci manca. Mi fermo qui, che potrei andare avanti per pagine e pagine ma non voglio superare lo soglia della noia
Commento di exgiovine
Made Mercoledì, 11 of Giugno , 2008 at 10:18
Solo una nota in tema con lo spirito generale del sito.
Dopo le elezioni ho sentito Mario Capanna commentarne i risultati; si diceva felice dell’esito elettorale perche una simile destra reazionaria sarebbe stata linfa vitale per l’inizio di un nuovo 68.
Io purtroppo ne dubito. Oggi a differenza di allora manca un “movimento musicale” che funziona da amalgama così come esisteva negli anni 60: insomma mancano i Beatles.
Commento di Lollodj
Made Mercoledì, 11 of Giugno , 2008 at 16:49
Non solo: i Beatles furono chiaramente, come spesso accade alla musica, la manifestazione più visibile di un certo movimento che fu anche culturale (nel senso più ampio), politico e sociale. Le giuste rivendicazioni del mondo operaio, le lotte delle giovani donne, i pamphlet esistenzialisti, le attività dell’internazionale situazionista… il 1968/69 fu solo l’epicentro di qualcosa che doveva accadere, un momento in cui confluirono più istanze e più movimenti (e per questo non sopporto di sentire attaccato il 68 come se tutti i mali del mondo arrivassero da li).
Ma non credo che un simile evento sia oggi ripetibile: come ha detto qualcuno, c’era molta più vitalità nel medioevo con le sue riforme, scissioni e controriforme che nel piattume monocolore di oggi.
 










