Scritto da Lollodj Mercoledì, 30 Luglio , 2008 alle 11:51
Apparso così, su Gizmondo. Nulla di ufficiale ovviamente, su Etchstar potete fare ciò che volete con i vostri iPod.
Ma già che ci siamo, la nuova serie - chiamata semplicemente 90210 - si farà, e inizierà quest’autuno sulla NBC. Ci saranno Jennie Garth (Kelly), Tori spelling (Donna), e - udite udite - Shannen Doherty (Brenda) come presenze fisse della serie; Jason Priestley (Brandon) dirigerà alcuni episodi, e tornerà persino il vecchio Joe Tata (Nat), il propietario del Peach Pit (memorabile a proposito l’episodio dell’innaugurazione del “Peach Pit by Night” con concerto dei Flaming Lips). Niente di fatto per Luke Perry (Dylan) e Brian AustinGreen (David).
I nuovi protagonisti si chiameranno invece Daphne e Max Silver (ricorda niente il cognome?), Navid Shirazi, Ethan Ward, Naomi Bennett e Hannah Zuckerman-Vasquez (altro cognome già noto), tutti sedicenni gaudenti nella ridente località californiana.
Lo so, alla fine B:H: era una fesseria ingenua e fatta anche un po’ male (e questa nuova serie si preannuncia una cagata spaventosa), ma dite la verità: quanta nostalgia nel rileggere certi nomi, vero?
PS: Lo dico subito, se vedo qualcuno con un iPod customizzato come sopra glielo spacco sulla testa!
Scritto da Lollodj Giovedì, 24 Luglio , 2008 alle 20:51
Quando uscì Non è un paese per vecchi qualcuno scrisse “non fate i nostalgici attaccati alla vostra copia del Grande Lebowski”. Touchè anonimo (credo fosse Il giovane cinefilo, ma non sono sicuro, eh si era proprio lui), centrato in pieno. Non sono molti i film cui sono davvero affezionato, ma arrivano quasi tutti dagli anni 90, e tra questi Lebowski svetta su tutti. Un capolavoro di narrativa divertente fino alle lacrime, costruito attorno alle piccole nevrotiche follie quotidiane cui i frateli Cohen ci hanno abituati, e magistralmente interpretato.
La storia, lo sapete, è quella di un vecchio hippie, un fallito secondo gli standard americani (cosa che il vero Lebowski gli grida in faccia già dall’inizio) che si trova invischiato in un giallo di rapimenti e debiti. E qui sta la genialità del film: nella sua incredibile avventura il Drugo (Dude nell’originale) è letteralmente travolto da eventi decisi da una serie di personaggi “vincenti” ma completamente folli nella loro apparente normalità, fino a farci sembrare il pigro Drugo assolutamente normale, anzi il più normale tra tutti, quello che in fondo rivoleva solo il suo cazzo di tappeto che dava veramente un tono all’ambiente. La follia nella normalità e la normalità del perdente (figura chiave dei ‘90), temi che mi hanno sempre affascinato e che qui sono proposti in maniera superba.
E poi diciamolo, chi non ha mai sognato di mandare in quel posto la vita e campare solo di sussidi, bowling e Creedence Clearwater Revival? Insomma, sono già passati dieci anni dall’uscita di questo capolavoro, e la meraviglia che vedete qui sopra è il cofanetto che uscirà in autunno per celebrare l’anniversario. Volete mica che me lo faccia sfuggire? Su Amazon si trova a 23,99 dollari (in prenotazione), e mi sa che mi faccio un regalo. Solo in inglese ovviamente, ma tanto il film lo so a memoria, sia in italiano che in lingua originale.
Solo una cosa non ho mai capito del film, la figura del cowboy narratore. Solo un altro piccolo colpo di genio dei Cohen o qualcosa il cui significato mi sfugge? Dovrò rivederlo solo altre 15 volte per capirlo. E ora scusate, devo scappare, c’è il torneo!
Scritto da admin Lunedì, 14 Luglio , 2008 alle 21:33
Una intera giunta regionale, guidata da un socialista che fu vicinissimo a Craxi, arrestata per corruzione. Questo, più dei REM, più dei Radiohead, più di tutto mi fa tornare veramente agli anni 90! Ah, quanti ricordi…
Scritto da Lollodj Mercoledì, 9 Luglio , 2008 alle 16:52
Voi, che costruite piscine montabili esterne, quei trabiccoli di pochi metri quadrati che rifilate a chi non si può permettere una piscina vera. Robe come questa qui di fianco. Si, voi. Che siate maledetti per sempre. Siete canadesi, c’è scritto sulla scatola, anzi le molte scatole che compongono il kit. Già, perchè voi lo chiamate “kit di montaggio”, nemmeno fosse un modellino Revell scala 1:72 di quelli che facevo da ragazzino.
Voi, maledetti bastardi che vendete queste opere di ingegno malefico con montaggio a carico del cliente, anche se il cliente è un uomo di 68 anni, e più precisamente mio padre. Un uomo che avrà anche fatto l’operaio tutta la vita e costruito due case da solo, ma non ha mai nemmeno montato un mobile dell’Ikea, mai! Nemmeno un tavolino Lak o una lampada Kroby, per dire. E voi gli vendete una piscina intera, cazzo!
Sono bastati 27 secondi, dico 27 perchè mi chiamasse e mi chiedesse ordinasse di correre da lui a montargli quella macchina infernale. Con le istruzioni scritte solo in inglese. Con le foto dei pezzi che non corrispondono. Con disegni che rappresentano qualunque cosa tranne che la vostra fottuta piscina.
Due giorni ci ho messo, due giorni passati al sole, dopo otto ore e mezza di ufficio, sudando come un porco tra le bestemmie di mio padre, le lamentele di mia madre, i capricci del nipote numero uno, le zanzare i tafani e i tubi di acciaio inox zincato fatti apposta per macellare dita. E alla fine non ce l’ho fatta. Perchè, puttana eva, il telaio è più piccolo della vasca che deve sostenere! E se c’è un trucco, non è scritto da nessuna parte!!! Per questo, maledetti canadesi con gli occhi a spillo e le teste saltellanti
IO VI ODIO
Che da voi fa un freddo cane e non ditemi che passate le giornate in piscina. No, le fate per noi, le fate per prenderci in giro, le fate sbagliate e ce le vendete per riderci alle spalle, io lo so, ho le prove. Venerdì verrà un tecnico, chiamato dal genitore. Dico a te, tecnico: stai attento. Mio padre è una persona irascibile, molto. E fra meno di due anni non sarà più carcerabile. Quindi stai attento a quello che dici e a quello che fai. Molto attento. Perchè io sarò presente, ma non ti difenderò. Mi godrò la scena.
Scritto da Lollodj Giovedì, 3 Luglio , 2008 alle 16:39
Il buon Exgiovine, lettore regolare (uno dei quattro) di questo blog, è stato al concerto degli EELST del 21/6 a Cernusco sul Naviglio e ne ha scritto un bel report in un commento, qualche post più sotto. La mia recensione di Studentessi scatenò una lunga discussione, e credo che la prova dal vivo sia determinante per capire definitivamente il valore di quel disco. Per questo gli ho chiesto il permesso di postare qui il suo commento, permesso che è stato felice di accordarmi (nell’immagine c’è Bisio che non c’entra una fava ma la foto è troppo bella):
Ero rimasto, e lo sono ancora, molto deluso da Studentessi, ma il concerto degli Elii è veramente un’altra cosa. Che dire? Bellissimo, bravissimi, divertentissimi.
Andate e vederli appena potete.
E potrei finire qui.
Dello spettacolo 2008 di Elio si sapeva già. Qualcosa era passato su AllMusic (il concerto di Torino in primavera [che ho visto in TV, splendido, N.d.R.]) o i filmatini su YouTube o le registrazioni live distribuite sul loro sito dei concerti di Milano e Firenze, ma bisogna comunque vederli ed eccoli a 5 km da casa mia, più comodo di così: non posso mancare.
Per questo tour (Supermassiccio Tour 2008) la band si è arricchita di due fiati (tromba e sax) e di una voce femminile (Paola Folli già con loro in un bellissimo concerto che avevo visto nel 2003 allo Smeraldo di Milano e come corista nelle varie canzoncine di Natale) così con Mangoni sul palco ci sono 10 persone.
Inizio scontato con Plafone; Paola Folli non è seconda alla Ruggiero così come alle altre voci femminili del nuovo album. Ovazione del pubblico da sbellicarsi all’attacco di Elio: “E qui sotto da me c’è già una macchia sul plafone…”.
Poi un paio di brani nuovi: Ignudi e Gargaroz che live ha più senso che sul CD. Seguono un po’ di classici nella parte centrale del concerto che appariranno nel CD brulé: ricordo TVUMDB, Mio Cuggino, El Pube strepitosa con i fiati, Fossi Figo, Amico Uligano segue Disco Medley (Pipppero+Chanson+Discomusic+Born). Si riprende con Studentessi, il gioiellino Parco Sempione, Supermassiccio e Suicidio che sull’album è una cagata ma live è un’altra cosa, Heavy Samba, poi il Borsello con l’arrangiamento dei fiati prima dell’assolo di Cesareo. Naturalmente incursioni varie di Mangoni (ma non fai mai un cazzo quell’uomo lì? non fa l’architetto? non lavora mai?). Fine con Tapparella ma vado a memoria e potrei aver dimenticato qualcosa ed aver anche sbagliato l’ordine. Forza Panino obbligatorio e bis con Oratorium e gran finale, scontato come Plafone all’inizio, con il Congresso.
INCHINO e FINE.
Dalle 22,30 alle 0,30 due ore di grande musica a 15 euro.
Insomma spettacolo molto bello, senza momenti di stanchezza, naturalmente musica tiratissima, loro grandiosi; quest’anno anche in smoking, ogni volta sempre meglio. Forse l’anno scorso con “Emozioni fortissime Tour”, grazie alle tastiere di Vittorio Cosma, si era sentito un sound migliore, a mio avviso il migliore dei loro tours.
Ora, grazie all’innesto dei brani di Studentessi, gli Elio hanno un repertorio veramente maturo, in grado di reggere senza cali di tensione un concerto anche di tre ore; intendo dire che alle attuali due ore mancavano alcuni superclassici come John Holmes, Servi, Il vitello, Shpalman, Cara ti amo, Supergiovane che da soli porterebbero via quasi un’altra ora.
Bravi, bravi, bravi.
Di solito non mi piace parlare bene di qualcuno o qualcosa ma in questo caso è impossibile non farlo.
Peccato che il luogo non li valeva: molto piccolo, largo come il palco che non era grande, un ciotolato in fianco ad un parcheggio di autobus vicino alla fermata del metrò di Villa Fiorita. Serata caldissima, il primo vero caldo dell’anno; poi tutti in piedi per oltre 3 ore ed alla mia età è dura. Io che sono basso mi sono tirato il collo e sono riuscito solo a vedere la fronte di Elio ed i cappellini di Mangoni.
Però pensate: la migliore band musicale d’Italia (senza dubbio) e del mondo (probabilmente) con il palco in fianco ad un parcheggio di autobus: anche questo fa ridere e li rende unici.
A quando un concerto a SanSiro? Magari con gli interventi di tutti coloro che hanno partecipato ai loro CD: Fogli, Ike Willis, Giorgia, Ruggeri, James Taylor, Morandi, Baglioni, Stefano Bollani e tutti gli altri.
Ma non è da loro a SanSiro ci sono già stati i Negramaro (!!!) con 40 mila spettatori: roba da matti, ieri a Vienna per Italia-Spagna ce n’erano 45 mila.
Credo andrò il 4 settembre al PalaWannaMarchi (così Elio chiama il l’ex PalaTrussardi, l’ex PalaTuker, l’ex PalaMazda, l’ex ex ex ex di Milano) dove spero di riuscire e vedere un po’ di più il concerto oltre che a sentirlo.
Scritto da Lollodj Mercoledì, 2 Luglio , 2008 alle 15:40
Peccato solo che a causa della mia pigrizian cronica - aggravata dall’accidia estiva - sono arrivato un po’ tardi sul pezzo, ma il video di “The Rhythm of the night” versione Ex Otago è ormai un meme della blogosfera. Video dell’estate ovviamente, e gran pezzo. Intanto sto cercando di adattarla per l’ukulele (si, possiedo e suono un ukulele), e non viene per niente male!
Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.