Blame Canada
Scritto da Lollodj Mercoledì, 9 Luglio , 2008 alle 16:52
Voi, che costruite piscine montabili esterne, quei trabiccoli di pochi metri quadrati che rifilate a chi non si può permettere una piscina vera. Robe come questa qui di fianco. Si, voi. Che siate maledetti per sempre. Siete canadesi, c’è scritto sulla scatola, anzi le molte scatole che compongono il kit. Già, perchè voi lo chiamate “kit di montaggio”, nemmeno fosse un modellino Revell scala 1:72 di quelli che facevo da ragazzino.
Voi, maledetti bastardi che vendete queste opere di ingegno malefico con montaggio a carico del cliente, anche se il cliente è un uomo di 68 anni, e più precisamente mio padre. Un uomo che avrà anche fatto l’operaio tutta la vita e costruito due case da solo, ma non ha mai nemmeno montato un mobile dell’Ikea, mai! Nemmeno un tavolino Lak o una lampada Kroby, per dire. E voi gli vendete una piscina intera, cazzo!
Sono bastati 27 secondi, dico 27 perchè mi chiamasse e mi chiedesse ordinasse di correre da lui a montargli quella macchina infernale. Con le istruzioni scritte solo in inglese. Con le foto dei pezzi che non corrispondono. Con disegni che rappresentano qualunque cosa tranne che la vostra fottuta piscina.
Due giorni ci ho messo, due giorni passati al sole, dopo otto ore e mezza di ufficio, sudando come un porco tra le bestemmie di mio padre, le lamentele di mia madre, i capricci del nipote numero uno, le zanzare i tafani e i tubi di acciaio inox zincato fatti apposta per macellare dita. E alla fine non ce l’ho fatta. Perchè, puttana eva, il telaio è più piccolo della vasca che deve sostenere! E se c’è un trucco, non è scritto da nessuna parte!!! Per questo, maledetti canadesi con gli occhi a spillo e le teste saltellanti
IO VI ODIO
Che da voi fa un freddo cane e non ditemi che passate le giornate in piscina. No, le fate per noi, le fate per prenderci in giro, le fate sbagliate e ce le vendete per riderci alle spalle, io lo so, ho le prove. Venerdì verrà un tecnico, chiamato dal genitore. Dico a te, tecnico: stai attento. Mio padre è una persona irascibile, molto. E fra meno di due anni non sarà più carcerabile. Quindi stai attento a quello che dici e a quello che fai. Molto attento. Perchè io sarò presente, ma non ti difenderò. Mi godrò la scena.
Categorie: Stupidaggini, Varie
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Commento di giffa
Made Giovedì, 10 of Luglio , 2008 at 13:08
hi hi hi… scusa se rido ma è geniale!!!
Commento di exgiovine
Made Giovedì, 10 of Luglio , 2008 at 14:27
Hai individuato il problema centrale della civiltà avanzata (quella che non vuole nessuno?): l’usabilità.
Non solo per quanto riguarda i kit di montaggio ma soprattutto i vari oggetti interattivi e no con i quali ci scontriamo ogni giorno: le porte, i fornelli del gas, i telefonini, i campanelli delle biciclette, i computers, i cacciaviti, gli ascensori, i lettori di MP3, le forchette, i rasoi, i telecomandi ecc…
Quante volte davanti ad una porta non siamo riusciti a capire se per aprila si doveva spingere o tirare? c’è scritto!! e se io fossi armeno e c’è scritto “tirare” o “spingere” che cosa capisco? o semplicemente se fossi un italiano in Armenia e vedo scritto “agheryut” o “koterlij” che faccio? tiro o spingo?
Le scritte “tirare” o “spingere” sono un piccolo manuale d’uso della porta; ma io non voglio leggermi un manuale, voglio solo uscire da quella dannata porta!!
Un po’ come il manuale della tua piscina; che te ne frega di leggere un manuale, tu e tuo papà volevate solo sdraiarvi nell’acqua al fresco.
E poi i manuali sono altre cause d’errore: quante volte abbiamo letto su un manuale premere il tasto A ed il tasto A non esisteva?
Riporto quello che c’è scritto nel manuale della mia auto per cambiare una lampadina:
1) Svitare la vite A (la vite A c’è, EVVIVA!! NdA)
2) Smontare il faro (GRAZIE al CAZZO!! ma come faccio a smontare il faro??? NdA)
Se un oggetto è fatto bene non ha bisogno di nessun manuale: lo si guarda e si capisce come funziona. E’ un problema di buona progettazione, o come dicono i ragazzi di DESIGN (anche se troppo spesso si confonde il design con la forma mentre vuole anche dire buona usabilità, spero lo insegnino ai vari politecnici).
Divertiamoci allora ad osservare il mondo degli artefatti che ci circonda distinguendo gli oggetti fatti bene e di facile ed immediata comprensione (buon design) da quelli incomprensibili (cattivo design) e facciamoci due risate su questi ultimi (sempre che non ci abbiano provocato danni come spesso può accadere).
Se girate per Milano (io sono milanese e lo son bene), capitale mondiale del design, vi sbellichereste dalle risate tanti sono gli oggetti fatti male in cui inacappereste a cominciare dalle indicazioni stradali e dagli incroci enigmatici. A proposito di incroci enigmatici, ieri sera ero alla stazione di Novara (vicino a Vercelli che se ho ben capito è una città familiare a qualcuno) e dopo un cavalcavia ho infilato una rotonda in piena contromano, non tanto perché ero ubriaco (avevo cenato con una coca-cola) ma quanto per il fatto che la rotondina era tutta a destra: ma chi la ha pensata così? Ci ho un po’ riso su ma se facevo un frontale con un TIR con chi mela prendevo?
Indico ai leggenti un bellissimo libro di Donald Normann (è quello che ha progettato l’interfaccia del Macintosh) che ci aiuta a districarci nel complesso mondo dei manufatti dal divertentissimo titolo: “La caffettiera del masochista (psicopatologia degli oggetti quotidiani)”.
Avrei un paio di bellissime figure tratte dal libro da far vedere (una è proprio la caffettiera del masochista) ma non so come appiccicarle al post.
Se vuoi te la mando via mail e poi fanne l’uso che ti pare.
Saluti e buon divertimento con gli oggetti fatti alla cazzo.
Commento di giffa
Made Venerdì, 11 of Luglio , 2008 at 08:55
exgiovine ma devi assolutamente aprire il tuo blog!
Commento di Lollodj
Made Venerdì, 11 of Luglio , 2008 at 09:43
Ex, davvero, la Giffa ha ragione, dovresti aprirti un blog!!! ![]()
Comunque hai perfettamente ragione: la piscina del post è stata chiaramente progettata da un ingegnere, e poi è stata semplicemente scomposta in varie parti senza tenere conto della ergonomia e delle problematiche di assemblaggio, e rivela la sua natura di oggetto a basso costo.
In questo senso l’Ikea ha fatto scuola, i suoi mobili vengono pensati smontati (anche se non sono tutte rose e fiori).
Il libro mi incuriosisce, grazie per la segnalazione, manda pure le immagini che mi faccio due risate ![]()
Commento di exgiovine
Made Venerdì, 11 of Luglio , 2008 at 11:06
Sono troppo pigro e incostante per tenere un blog.
Quegli oggetti lì (non i blog) Donald Normann li chiama “Oggetti inquietanti”. E a proposito di oggetti inquietanti mi sono appena imbattuto nella cassa a pagamento automatico all’IperCoop di Monza; unico vantaggio non c’era la fila per pagare, perchè tutta le gente temeva la macchinetta.
Commento di galatea
Made Sabato, 12 of Luglio , 2008 at 06:47
Sì, hai ragione, sono inquietanti. E ormai proliferano in ogni metro quadro di verde e fazzoletto di terra. Nel Nordest è pieno di gente che ha una villetta scalcagnata e si mette nell’ex aia di fronte a casa questi manufatti, sognando così di avere un villone e sentirsi tanto J.R. in Dallas.
Commento di Lollodj
Made Lunedì, 14 of Luglio , 2008 at 21:56
Gasp Galatea, un tuo commento qui è per me un piccolo grande onore (per chi non la conosce è una lettura consigliatissima).
Ex, le foto sono esilaranti. La caffettiera e la bicicletta sono chiaramente due oggetti ironici, ma l’esempio del fornello rende benissimo il concetto di scarsa usabilità. Grazie mille per questo contributo
Commento di exgiovine
Made Martedì, 15 of Luglio , 2008 at 13:32
Lollodj
se ti va pubblica anche “La caffettiera del masochista”; per quanto sia di fantasia ed ironica rende bene l’idea di un oggetto tanto fatto male da risultare dannoso.
Invito per tutti: cercate intorno a voi oggetti non solo fatti male ma anche dannosi, fotografateli e diffondeteli via mail.
Libro consigliato: “Catalogo di oggetti introvabili” di Jacques Carelman (purtroppo introvabile come i suoi oggetti)
Commento di mamma nipote n. 1
Made Mercoledì, 30 of Luglio , 2008 at 21:32
Attento la prossima piscina potrebbe comprarla all’Ikea, buona fortuna……
 










