No more Slayer
Scritto da Lollodj Lunedì, 4 Agosto , 2008 alle 16:24

La notizia del probabile scioglimento degli Slayer mi ha colpito come una mazza nella schiena. No, gli Slayer non sono per un cazzo anni 90 (hanno esordito insieme ad Anthrax e Metallica nel 1983, un grande anno per il metal), anche se nei 90 hanno pubblicato uno dei loro capolavori, quel Divine intervention che ancora oggi erutta spesso dalle casse del mio stereo iPod. Agli Slayer ci sono affezionato, ed è difficile spiegare ogni volta il perchè a chi mi guarda come per dire “ma a 33 anni ascolti ancora ’sta roba?”. Si, l’ascolto eccome. Perchè sono bravi. Perchè sono cattivi. Perchè sono veloci, e io adoro la musica veloce. E perchè gli Slayer sono stati il primo[1] concerto “vero” cui ho assistito, nell’anno di grazia 1994. 25 novembre, per l’esattezza (grazie al database di Slayerized), al Palatrussardi (oggi Pala-scrivete-qui-qualunque-cosa).
Il primo concerto è una roba che non dimentichi più, tipo la prima sega o quando perdi la verginità. Con l’incoscienza di un pischello da oratorio (quello che all’epoca ero, in fondo) affrontai quel viaggio che ancora ricordo con toni epici. Lo zainetto coi panini stile gita della scuola, la prima fila ai cancelli, la prima perquisizione, l’impatto con il palazzetto gremito; l’odore di fumo e sudore, il vociare, le birre tragicamente care, i capannelli di amici-per-una-sera intenti a scambiarsi vino, birre e canne, e l’attesa passata a parlare di musica, solo ed esclusivamente di musica.
Ecco, quello fu il primo di una lunga serie di grandi concerti. Ormai ho perso il conto, ma ogni volta che devo rievocare un concerto i miei ricordi vanno a quella sera. Perchè la prima volta che fai qualcosa il ricordo ti resta fisso, pietrificato nelle pieghe del cervello. Poi con il passare del tempo tutto diventa un già visto, si innescano automatismi che chiami sprezzamente “esperienza”, cominci a perderti quei particolari che in fondo fanno la differenza. Diventa routine, e la routine è la morte di qualunque attività umana. Amore compreso.
Forse per questo sono e resto un giovanilista convinto. Perchè i giovani d’oggi saranno anche tutti delle teste di cazzo. Ma lo dicevano anche di noi. E perchè i giovanissimi hanno la rara opportunità di vivere l’emozione della vita, quando tutto è nuovo, tutto sembra bello e ti trasmette emozioni fortissime, senza farsi tanti problemi. Mentre guardando la noia e la rassegnazione negli occhi di chi ha la mia età (ma anche meno, a volte) provo un grande senso di tristezza.
E’ solo invidia chiaramente, lo so. Si chiama sindrome di Peter Pan, credo. Ma sto divagando. Tornando a quella sera, il concerto ovviamente fu fantastico: fui talmente ingenuo da spingermi persino in prima fila. Peccato che la serata fosse aperta dai Machine Head, sinceri e bravi cloni dei Pantera di cui conservo ancora il cd d’esordio Burn my eyes. Via le luci, “un dos tre… go!” Un minuto dopo ero in fondo al palazzetto, pesto e dolorante. Quello era pogo? Ma pogare non voleva dire “saltellare”? No, quella era roba da uomini, mica fratello metallo!
Agli Slayer ho perdonato tutto, anche le cadute di stile con “God Hates Us All“, i sospetti di simpatie naziste, o la terribile intervista in cui raccontava di essere un bravo americano che crede nella famiglia e ascolta musica classica. Erano i mesi successivi all’undici settembre, cercava solo di resistere all’onda conservatrice che si stava abbattendo sul pianeta.
E’ stato sincero il Tom, dichiarando che si sentirebbe ridicolo a fare headbanging sul palco a 50 anni, e ne ha già 47! Quindi ancora un disco e stop. Allora ragazzi, fatelo per i vostri fan, fatelo per chi con la vostra musica è cresciuto, fatelo per quel concerto lontano: regalateci l’ultimo capolavoro. E poi andate in pace… all’inferno, ovviamente…
[1] In realtà fu il secondo. Il primo fu un concerto più piccolo ma comunque in un’arena fuori casa. Oggi me ne vergogno un po’, quindi ne taccio. Ma prima o poi arrivo anche a lui.
Categorie: Varie, cose mie, musica e suoni
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Commento di Warp9
Made Lunedì, 4 of Agosto , 2008 at 18:16
Ecchecredi, di essere l’unico con la sindrome di Peter Pan ?
Hai scritto tante cose giuste, mi hai fatto tornare indietro ai miei primi concerti (che essendo io musicalmente onnivoro, erano dei più disparati generi) e un po’ mi sono tornati in mente quei particolari che tu dici hanno fatto la differenza.
Grazie, ogni tanto fa bene rimembrare.
P.S.: non ti vergognare mai di nessun concerto, se al tempo ci sei andato è perché in quel concerto e in quell’artista ci credevi.
Poi i tempi e i gusti cambiano (e ci mancherebbe), ma tutto quello che hai visto ha contribuito alla tua cultura musicale.
E su questo non ci piove. ![]()
Commento di Niccolo'
Made Martedì, 5 of Agosto , 2008 at 10:26
C’ero anch’io laggiu’ e ti diro’ che:
1) era il ‘94 (me lo ricordo perche’ avevo appena fatto 18 anni);
2) i Machine Head certo sono stati influenzati dai Pantera, ma non erano assolutamente cloni;
3) God Hates Us All e’ una figata termonucleare.
4) sei ghei e ti piace Frate Merdallo.
Commento di Lollodj
Made Martedì, 5 of Agosto , 2008 at 16:31
1) Touchè Niccolò, 94 si, mi è scappato il refuso.
2) Vero, i Machine non erano proprio dei cloni, assolutamente, ma passami la semplificazione.
3) God Hates non mi piace, che te devo dire.
4) E guarda, sto fine settimana ho dribblato sia Fratello Merdallo che il gay pride di Amsterdamm, quindi no, nessuno dei due
Commento di giffa
Made Venerdì, 8 of Agosto , 2008 at 10:14
eh beh,
bellissimo il resoconto del primo concerto..
io come detto ho visto i litfiba.
no, non bisogna vergognarsi mai.
 










