E quella volta una domenica d’ottobre…
Scritto da Lollodj Venerdì, 21 Novembre , 2008 alle 16:56
Qualcuno fermi i figli dei Pooh per favore, che dopo il Roby Facchinetti anche Chiara, figlia di Bruno “Red” Canzian, ha inciso il suo bel disco di “rock pop soul” (e perchè non anche un po’ di classica e hip hop?). La signorina, oltre che essere una discreta topina, ha intitolato il suo primo singolo “Novembre ‘96“, dove racconta della sua infanzia passata appunto negli anni 90. Passa il tempo, porca puttana, eh? Un po’ come passare in un paese e vedere lo striscione con “Viva la leva del 1990″: mi è successo, ed è stato un colpo al cuore, lo ammetto. Comunque la canzone fa schifo, passiamo oltre.
Forse dovrei chiedere le royalties a Rete All Music, l’unica tv italiana ad avere uno share negativo (cioè che quando uno la guarda spegne subito ed esce a farsi un giro sconvolto), che in mezzo a “All Music Loves Italy” ha inserito una rubrica sugli anni 90: però per favore basta con gli 883 e Fiorello, gli anni novanta sono durati - pensa un po’ - dieci anni e ce n’è stata di roba interessante.
Ad esempio Rapput di Claudio Bisio. Si perchè nel ‘91 Bisio, oltre che avere ancora i capelli, incise un disco di pure follie musicali scritte e prodotte (e a volte pure recuperate dal vivo) da Rocco Tanica per la Hukapan Records, e intitolato “Patè d’animo“. Gli ELST d’altronde sono amici di vecchia data di Bisio, tanto che parte del suo successo lo deve alle comparsate nei primi album del gruppo.
Rapput, di cui non trovo il video che forse nemmeno c’è - nel 91 non credo ci fossero tv musicali in italia (in reltà mi fanno notare che esisteva già Videomusic), scalzò dalla cima della classifica nientemeno che “Attenti al lupo” di Lucio Dalla, vendendo qualcosa come 60.000 copie e restando in classifica per 4 mesi. L’album, che possiedo orgogliosamente originale, contiene altri capolavori demenziali già dai titoli come “Guglielma che vita di melma”, “Le donne di Tunisi”, “La droga fa male” e la delirante “Alfonso 2000″. La carriera del Bisio cantante finì comunque con questo disco: troppo cabarettistico il suo stile, buono per una boutade demenziale ma non certo per una vera carriera musicale. Molto meglio sul palco di un teatro, assolutamente.
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Categorie: musica e suoni, un po' di storia
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