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Scritto da admin Mercoledì, 12 Marzo , 2008 alle 00:25

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Categorie: politica, citazioni

Election day -41: La fine della sinistra negli anni 90

Scritto da Lollodj Lunedì, 3 Marzo , 2008 alle 16:20

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Per chi si è sempre chiesto perchè, improvvisamente, a fine anni 90 la destra anche estrema, dopo anni di letargo (durante i quali ha scontato una naturale diffidenza gereralizzata post nazifascismo) sia diventata improvvisamente principale attore politico pressocchè in tutto il mondo, cito questo brano di Nello Barile sulla crisi, e forse la fine, della sinistra classica durante gli anni 90. Crisi in gran parte dovuta ai propri errori; non tanto strettamente politici, ma di visione strategica. E dall’aver incredibilmente sottovalutato il potere di una destra anche feroce che ha, ed avrà sempre, dalla sua parte gli eserciti ed i grandi capitali, con tutte le loro sottostrutture (centri di potere, industria, sentimenti ultra-nazionalisti).

“Nel corso degli anni Novanta un certo pensiero di sinistra ha abbandonato il retaggio dell’internazionalismo trotzkista per concentrarsi sull’esaltazione dell’etica e dell’estetica comunitaria. In tal modo si è cercato di esaltare la gastronomia regionale, la musica e la cultura del luogo […], gli idioletti di ogni genere e origine. Tale vicenda che intreccia insieme cultura, arte e politica può essere esaminata a partire dalla parabola esistenziale di Giovanni Lindo Ferretti che ha attraversato gli anni Ottanta con la grandiosità e l’irriverenza di un innovatore […], gli anni Novanta invischiandosi nelle acque torbide della tradizione […], il nostro presente con un panegirico sulle sue radici di montanaro mistico che scopre la «sensazione liberatoria di votare per la destra». Tale evoluzione ci aiuta a capire come la svolta reazionaria abbia vissuto un periodo di gestazione proprio nei presupposti di quel pensiero «da sinistra» che nell’arco degli anni Novanta le aveva provate tutte – dall’esotismo più disperato alla nostalgia per qualsiasi passato – nel tentativo di contrastare il mondo senz’anima imposto dalla tecno scienza e dalla globalizzazione. Lì si sono formate sacche di resistenza ma anche leader di opinione che hanno usato come un grimaldello intellettuale alcuni discorsi, allora innocui, sul ritorno «al sangue e alla terra», ai valori forti della famiglia e della religione, pubblicizzandoli in maniera esasperata. Quando la svolta cruciale della nuova fase storica ha messo in evidenza l’eccessivo ottimismo di quel periodo, diffondendo l’allarme generalizzato per la nuova «società del rischio», allora in molti hanno saltato la staccionata e sono andati a collocarsi nello schieramento di destra”

Nello Barile,
La mentalità neototalitaria,
Apogeo 2008

via Malvino

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Categorie: politica, un po' di storia, citazioni

Abbiamo festeggiato fino alla morte: il music business negli anni 90

Scritto da Lollodj Martedì, 19 Febbraio , 2008 alle 13:20

t2-champagne385_283788a.jpgNegli ultimi giorni in molti hanno segnalato questo bell’articolo    del Times firmato da John Niven (scrittore, autore tv ed ex chitarrisa dei Wishing Stone), sugli ultimi giorni di gloria dell’industria musicale. Una lettura illuminante che consiglio a tutti, un pugno nello stomaco per gli appassionati di buona musica. Un pugno che vorrei volentieri restituire a chi oggi viene a dirmi della crisi dell’industria discografica e balle simili. L’articolo è lungo e in inglese, ho voluto tradurlo perchè vale davvero la pena leggerlo (la traduzione non è sempre letterale, spero mi perdonerete qualche ingenuità e semplificazione): 

Appena laureato, nei primi anni 90, ero sicuro di due cose che in apparenza sembrano contraddittorie. 1) non volevo un lavoro “regolare” come si intende normalmente e 2) dopo 4 anni di università e due passati a strimpellare la chitarra in una indie band squattrinata, volevo guadagnare, e bene. Pigro e avaro, senza rendermene conto ero il candidato perfetto per una carriera nel music business.

Poco tempo dopo mi trovai a lavorare nella sezione marketing della London Records, (ora defunta) major specializzata nel pop più leggero e solare: Bananarama, East 17, All Saints, Fine Young Cannibals.

Le riunioni di marketing furono illuminanti. I dischi erano “quelle inutili stronzate”. Gli artisti erano “clown”, “sfigati” e “imbecilli”. Come molti altri ingenui e inesperti prima di me, fui rapidamente e malauguratamente disilluso dall’idea che le etichette discografiche amassero la musica.

Divenne altrettanto rapidamente chiaro che, per chi era abbastanza pigro e avaro, c’era solo un settore adatto. Il tipo di settore dove ci si poteva aspettare uno stipendio a sei zeri, una BMW, e un rimborso spese illimitato, guadagnato rotolando giù dal letto nel tardo pomeriggio: A&R, Artisti e Repertorio, il settore responsabile di trovare e far crescere nuovi talenti.

Il termine era il nobile residuato dell’era di Ahmet Ertegun (colto e raffinato fondatore dell’Atlantic Records, e produttore, tra gli altri, di Led Zeppelin, Yes e John Coltrane, N.d.R.) […]. La realtà era piuttosto diversa: una generazione di ventenni gettata in pasto alla cocaina, che girava il mondo cercando di non fottersi il lavoro combinando qualche idiozia. Come firmare con una band, per esempio.

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Categorie: un po' di storia, citazioni

Questa mattina volete vedermi morto???

Scritto da Lollodj Giovedì, 7 Febbraio , 2008 alle 13:35

Oggi c’è un sole bellissimo e una temperatura tiepida che quasi sussurra: coraggio, il peggio è passato. E nell’aggregatore trovo questi tre post da crepare dal ridere! Oggi sarà una bella giornata, la produttività un po’ bassa, ma l’umore altissimo (e non ditelo a Luca Cordero di Montezuma, eh!!!). E i tre post, invece del box a destra, si meritano uno spazio tutto loro:

icona.JPGVERBALE DELL’ASSEMBLEA DI CONDOMINIO di Personalità Confusa: perchè la tappezzeria dell’ascensore va cambiata una volta al mese?

 

magari.JPGTwit centrosinistra di Magari Sul Tardi (via Opèra Bouffe via Phonkmeister): potrebbe diventare uno dei post più rebloggati del secolo!

 

causa.jpgA VOLTE MI SVEGLIO LA MATTINA E MI PARE DI ESSERE SOLO UN INGRANAGGIO NELL’INDUSTRIA DEL PORNO di Causacrisi: quando comprendi che lavorare per certa gente è un pò morire!

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Categorie: Cose d'oggi, citazioni

Ricordiamoci di come eravamo…

Scritto da Lollodj Lunedì, 4 Febbraio , 2008 alle 16:03

Non c’entra una fava, ma questo post di Galatea mi è piaciuto così tanto, soprattuto nelle sue considerazioni finali, che lo voglio riportare:

[…] Dovrei dirle che una delle poche cose che mi sono chiare, ormai, sui ragazzini, è che l’immagine che abbiamo di loro, e di quello che pensano, e di quello che gli interessa davvero, e della loro passioni, così come delle loro capacità, è quasi sempre uno zuccheroso ologramma che ci costruiamo nelle nostre teste di adulti, rimuovendo i ricordi di come eravamo davvero a quell’età. A tredici anni si ragiona, e Disney ed il suo mondo sono solo un cartone animato da guardare qualche volta, quando non c’è di meglio, alla tv. I ragazzini sono competitivi, calcolatori, quando serve già ipocriti; e sono anche in grado di appassionarsi al mondo, alla politica, e, quando càpiti, alla letteratura ed all’arte. L’età dell’innocenza non è questa. Sempre ammesso che ve sia una, per gli esseri umani.

Spesso, quando guardiamo alle nuove generazioni, anche noi che proprio vecchi ancora non siamo ci lasciamo andare alle solite considerazioni “noi eravamo diversi, oggi invece bla bla bla…”. Considerazioni stupide, oltre che un po’ reazionarie. Tendiamo a pensare alla nostra gioventù rimuovendo accuratamente i ricordi scomodi, per costruirci un passato perfetto. E i giovani d’oggi ci appaiono in confronto vuoti e idioti. Lo eravamo anche noi, fidatevi. Credetemi, è così. Lo eravamo in un modo diverso, tutto qui.

Il post completo di Galatea lo trovate qui.

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Categorie: Cose d'oggi, cose mie, citazioni

Giovani Jovanotti

Scritto da Lollodj Sabato, 19 Gennaio , 2008 alle 15:53

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Oggi sconfinamento anni 80: questo blog sostiene e incoraggia la petizione lanciata da Akille in occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di Jovanotti For President:

E mi è venuta l’idea, sciocchina lo ammetto, di lanciare qualcosa, non so, una lettera aperta, una petizione, una campagna, per chiedere a Jovanotti di fare un concerto in cui suoni almeno Gimme Five, Gimme Five 2, Go Jovanotti Go, é qui la festa, Walking e tre pezzi di Gino Latino. Io ci metterei pure The Indian di Jeronimo.

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Categorie: Cose d'oggi, ricorrenze, citazioni

Pensieri su una generazione…

Scritto da Lollodj Giovedì, 17 Gennaio , 2008 alle 09:00

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Una bella, onesta e appassionata riflessione di Noantri (su Ciccsoft) sullo stato della nostra generazione: quella che nel bene e nel male, è la generazione X: 

[…] E ci sentiamo incazzati, stiamo crescendo incazzati. Incazzati neri: andiamo a letto sempre più tardi la notte rincorrendo la nostra ombra sul pavimento. Scriviamo blog, abbassiamo i finestrini nel traffico per cantarne quattro all’ultimo stronzo, non ci sta mai bene niente, consumiamo la suola delle scarpe a ritmo di capricci e amiamo sempre meno profondamente il prossimo, perché comunque andrà a finire siamo certi che ci fregherà. Guardiamo i sassi sulla strada domandandoci se non starebbero meglio stretti nei palmi delle nostre mani, ci asfissiamo di lavoro per trenta denari non regolarizzati che ci vengono consegnati con il peso di una cortesia. Compriamo macchine sempre più grandi, due, quattro scarichi posteriori, copertoni giganteschi, antenne che bucano le prime nuvole ma non ci dimentichiamo mai di fare segno di no con la testa quando stiamo fermi nel traffico o quando non troviamo un buco per parcheggiare. Ci ricordiamo di quanto fosse bravo Rino Gaetano, infiliamo dischi dei Queen e dei Guns, amiamo i Clash, sentiamo “The Passenger” e stravediamo per il Padrino, pontifichiamo la superiorità dei primi tre Starwars sugli ultimi e sussurriamo alle orecchie dei nostri amici che George Lucas s’è rincoglionito; perfino quei tre cazzoni che ancora vanno dietro ai Litfiba dicono sempre la stessa cosa per giustificarsi: “Ma nei primi tempi erano grandi…”. And so on, perché oggi non abbiamo un cazzo, non ci rimane niente, siamo la peggiore generazione della storia, quella senza né santi né eroi, perfino Bon Jovi non riesce più a infilarne una giusta, non abbiamo conosciuto guerre e inondazioni: siamo tutti Fonzie senza la giacca di pelle. Il cricetino Alvin è diventato vero, a scapito nostro che ci sentiamo ogni giorno un poco di più plastificati.[…]

Per questo la ritengo una generazione speciale. Che non vuol dire meravigliosa.

Il post completo su Ciccsoft

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Categorie: Cose d'oggi, citazioni

Nomadi e integrazione

Scritto da Lollodj Giovedì, 8 Novembre , 2007 alle 12:06

“Calabria, espulso un romeno da San Luca: «Non voleva integrarsi con la popolazione locale – spiega il questore -, due anni che stava qui ed era ancora incensurato»”

 

via Bendix

 

Lo giuro tra poco tornano gli anni 90…

 

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Categorie: Cose d'oggi, citazioni

21 giugno

Scritto da Lollodj Giovedì, 21 Giugno , 2007 alle 16:16

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Categorie: citazioni

Post uno

Scritto da Lollodj Lunedì, 21 Maggio , 2007 alle 18:39

Scegliete la vita.
Scegliete un lavoro.
Scegliete una carriera.
Scegliete una famiglia.
Scegliete un cazzo di televisore gigante.
Scegliete lavatrici, automobili, lettori cd e apriscatole elettrici.
Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita.
Scegliete un mutuo ad interessi fissi, scegliete una prima casa.
Scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta.
Scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritela con una stoffa del cazzo.
Scegliete il fai-da-te e di chiedervi chi cazzo siete la domenica mattina.
Scegliete di sedervi su un divano, a spappolarvi il cervello, e a distruggervi lo spirito davanti a un telequiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare.
E alla fine scegliete di marcire.
Di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.

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Categorie: citazioni

Attenzione!

Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.