You Can’t Count On Me

Scritto da Lollodj Venerdì, 28 Marzo , 2008 alle 10:27


Sono davvero contento che i Crows siano tornati (dopo le ultime deludenti cose) con un disco che onestamente è bello, che contiene un paio di capolavori di musica pop (You Can’t Count, Come Around), ed è magistralmente diviso tra rumorose schitarrate rock (la prima parte dell’album, il sabato notte prodotto da Gil Norton) e delicate ballad (la domenica mattina, prodotta da Brian Deck). Dovrò ascoltarlo ancora un po’ prima di dare un giudizio definitivo, ma una cosa è certa: grazie a questo album i Crows non saranno ricordati solo per il Sig. Jones. Certo fa uno strano effetto vedere Adam Duritz così invecchiato nel video. Ok, il tempo passa per tutti, ovvio: ma lui mi pare invecchiato parecchio male.

L’arcano si svela grazie a una lunga intervista pubblicata da Rolling Stone USA, in cui Duritz parla dei suoi ultimi difficili anni. Tra una cosa e l’altra, racconta della sua convivenza con una bella neolaureata di Berkley (convivenza casta, la sta solo aiutando a superare la morte della madre… mah!), dei suoi dread tragicamente finti (il suo manager gli propose di rasarsi a zero, ma Duritz rifiutò non volendo assomigliare a uno skinhead), e dei suoi problemi mentali. Un disordine dissociativo della personalità, accompagnato da depressione che, curato male, lo portò a pesare oltre 110Kg. Ora è guarito, ma mi sembrano evidenti i segni lasciati sul suo viso e sul suo fisico.

 

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Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

Quindi, Richard, avevo ragione io!

Scritto da Lollodj Mercoledì, 26 Marzo , 2008 alle 18:05

moby.jpgNon è nel mio carattere tirarmela o vantarmi di qualcosa, anzi, il mio più grande difetto è proprio una profonda, decisamente troppo profonda umiltà, anche nelle cose in cui so (e lo so, fidatevi) essere bravo. Tipo capirci qualcosa di musica. Dico questo perchè non voglio fare la figura del fighetto che se la tira, ma dopo 17 anni di passione,  di ascolti, di concerti, qualcosina di musica ci capirò, per Dio!

E resto ancora piacevolmente sorpreso nel trovare piccole conferme a quello che penso, che scrivo. Roba normale direte voi, ma a me, che resto una persona umilissima, fa sempre un certo effetto scoprire di avere ragione. Come quando, in questo post su Moby, scrivevo “[…] senti, sta Disco Lies sembra carina, ma è la musica che suoneresti ad un aperitivo di frocetti metrosexual prima di andare a mangiare sushi sulla 5th avenue.” Ebbene, cosa ti va a dichiarare proprio il buon Richard a MTV?

Moby descrive “Last Night” come un concept album: una colonna sonora che descrive una notte di divertimenti nel suo amato quartiere newyorkese di Lower East Side. “Ci sono così tanti bar e club in questo quartiere che hai la tentazione sempre fuori la porta di casa tua”.

Centro!

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Portishead - Machine Gun

Scritto da Lollodj Mercoledì, 19 Marzo , 2008 alle 12:26


Abbiamo dovuto aspettare solo undici anni, ma alla fine i Portishead sono tornati. Senza preavviso, lunedì sera, è apparso sul loro sito ufficiale il video di Machine Gun: ho smanettato un po’ con uno sniffer e la cache di Windows, e ora il video ce lo possiamo vedere anche qui. Almeno finchè non lo rimuovono, ma spero di averlo mimetizzato bene.

Ammetto che preferivo di gran lunga i Massive Attack, anche se Dummy lo ascolto ancora oggi volentieri, soprattutto nei giorni di pioggia a novembre. Già Portishead l’ho ascoltato molto meno; invece questa Machine Gun non sembra male e l’album, quel Third in uscita il 28 di aprile, promette bene. Speriamo.

via Indie-Rock

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Presidents Of The United States…

Scritto da Lollodj Giovedì, 13 Marzo , 2008 alle 11:35

…quelli buoni però. Ovvero quei tre matti che a metà anni 90 anticiparono l’estetica indie e portarono al successo Lump, Peaches e… poco altro, almeno da noi. Ricordo che il bassista suonava una chitarra con montate due corde da basso, mentre il chitarrista montava solo tre corde: “se sei davvero bravo ti bastano” dicevano, dei pazzi! Trattavano il rock come i primi Beastie Boys trattavano l’hip hop: deriderne gli stereotipi, sfruttarne i luoghi comuni e divertirsi, tanto.

L’altro ieri è uscito il loro nuovo disco, These Are The Good Times People, qui sotto il primo singolo Mixed Up SOB. Per pubblicarlo non hanno firmato un contratto, ma una joint venture con la EMI per la distribuzione. L’era delle case discografiche è finita.


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Charlatans - You Cross My Path

Scritto da Lollodj Giovedì, 6 Marzo , 2008 alle 11:14

Non sono mai stati tra i miei gruppi preferiti, anche se ammetto che The Charlatans, del 95, è un gran bel disco. Sono appena tornati con l’album You Cross My Path, il decimo della loro carriera, che si può tranquillamente scaricare dal sito Xfm.co.uk: ringraziamo per il gentile omaggio. Quello che vedete sotto invece è il video di Oh Vanity, il secondo singolo tratto dall’album (il primo uscì a ottobre). Sarà che col tempo i miei gusti si sono fatti meno difficili, ma il pezzo è semplicemente fantastico!


 

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Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

Studentessi

Scritto da Lollodj Venerdì, 29 Febbraio , 2008 alle 10:00

studentessi.jpgEd eccolo qui, Studentessi, il nuovo degli Elio E Le Storie Tese. Tanta era l’attesa e tanta è stata la delusione. Gli EELST hanno sempre viaggiato su un doppio binario: da una parte il pop a base di cazzo e merda, dall’altra il prog demenzial-colto di Milza, tanto per fare un esempio. Una strada già battuta dal grande idolo del gruppo, quel matto genio fottuto che fu Frank Zappa, uno che per tutta la sua carriera ebbe una doppia produzione: una più commerciale(???) per i negozi, una assolutamente folle per sè (arrivando a pubblicare 60 album in 53 anni di vita). In previsione del dopofestival, questo album doveva essere della seconda categoria, poca volgarità, lucido e intelligente, oltre che ben suonato - ma quello ormai lo do per scontato-. E invece la delusione, delusione di sentire un gruppo a cui, palesemente, di fare dischi non gliene frega più una beata ceppa di cazzo, vogliono solo affermarsi come artisti e non essere ricordati i solo per Shpalmen o Il Fantasma Formaggino.

Riguardo la recensione, vi quoto qui sotto quella che ho scritto ieri per Sounds, bella e formale, ma che credo renda bene l’idea di cosa penso di questo Studentessi:

Chi scrive segue gli EELST fin dal loro esordio nel 1991, con la religiosa devozione che spesso contraddistingue i fan del gruppo. Ho seguito tutta la loro carriera, crescendo con loro, vedendoli dal vivo sette, otto volte? Non ricordo, sinceramente ho perso il conto. Quindi non posso nascondere una profonda delusione per questo Studentessi.

Ci sono certo un paio di belle canzoni, Parco Sempione e Il Congresso Delle Parti Molli, geniali e divertenti come solo gli Eli sanno essere. C’è qualche altra canzone considerevole, su tutte Plafone o Heavy Samba. Ma il disco nel suo complesso, disco che è anche lungo, non mi convince, non decolla.

Brani come Indiani o Lega Dell’Amore sembrano gag radiofoniche (ricordiamo che gli EELST tengono da oltre dieci anni un programma su Radio Dj, che spesso è fonte di ispirazione per i loro brani) messe in musica, poco più che siparietti divertenti. Gargaroz sembra un jingle pubblicitario (e infatti è la canzone che fa da sfondo alla pubblicità del Cynar), non parliamo poi de La Risposta Dell’Architetto, assolutamente inutile.

Insomma, so che magari incorrerò nelle ire di qualche fan appassionato, ma vi assicuro che questa stroncatura (personalissima) è scritta con dolore. Quello che ho percepito durante i ripetuti ascolti di Studentessi è una profonda stanchezza della band che, ormai tentata da carriere alternative (vedi ad esempio Rocco Tanica, ormai affermato autore televisivo), e alla continua ricerca di un’affermazione professionale che vada oltre la musica pop, ha semplicemente finito le idee.

Certo il disco è magistralmente suonato, ma, conoscendoli, è il minimo che mi aspettavo. Mi auguro veramente col cuore che sia solo un momento, ma sono sempre più convinto che gli EELST siano ormai giunti alla fine di una stupenda parabola artistica. Come si dice in questi casi, consigliato solo ai fan più accaniti. Agli altri, consiglio di vedersi il dopofestival: le loro cover dei brani in gara sono più divertenti di molte delle canzoni dell’album.

Via Soundsblog

Ho invece rivalutato la loro presenza al dopofestival: dopo una partenza un po’ lenta, sono decollati e le loro versioni dei brani in gara sono divertentissime. Che sia questo il futuro delgi Elii, un bel programma in televisione (magari al posto di quella porcata di Scalo 26-o-come-cazzo-si-chiama)???

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Piccoli quesiti sanremesi:

Scritto da Lollodj Mercoledì, 27 Febbraio , 2008 alle 12:57

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Aiutatemi a trovare delle risposte:

  • Ma Tricarico sapeva dov’era e cosa stava cantando? Di sicuro non il brano suonato dall’orchestra!
  • Perchè la Tatangelo vuole a tutti i costi dimostrare 50 anni? Leggo che sarebbe tipico(???) delle napoletane. Ma dai, non sapevo che le ragazze napoletane ci tenessero così tanto a invecchiare in fretta.
  • Frankie Hi-Nrg, ok, non male, ma sento terrificanti echi di Fabri Fibra…
  • Perchè la conduzione sembra una roba improvvisata all’oratorio, tra gag non riuscite, fonici vaganti sul palco, sincro audio-video a puttane, battute da terza media? Ma un pò di professionismo, per Dio???
  • Perchè Lenny Kravitz (a proposito, l’album non è male, se mi gira ci scrivo due righe, più avanti) imitava Ray Charles al piano?
  • Qalcuno si ricorda il nome del serissimo critico brizzolato che nel dopofestival del lunedì ha citato i Gogol Bordello?
  • I Duran Duran in playback non erano agghiaccianti?
  • Solo a me sembra che le canzoni facciano tutte CAGARE AL CAZZO, senza se e senza ma?

Ma soprattutto

  • Sono l’unico a cui il dopofestival di Elio è sembrato imbarazzante? Battute inutili, gag da Mondaini&Vianello, le scenette girate all’indietro che, sinceramente, hanno rotto un po’ i coglioni. Senza contare che l’ultimo disco fa abbastanza cagare (scriverò due righe anche su quello, anzi tre). Bolliti, diceva Federico: e mi sa che aveva ragione.

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Serio e naturale

Scritto da Lollodj Martedì, 26 Febbraio , 2008 alle 14:07


Finalmente è possibile embeddare il video di Supernatural Superserious, che fino a qualche giorno fa veniva regolarmente rimosso. Se vi interessa, sul sito SupernaturalSuperserious.com trovate delle clip in alta definizione (occhio che la pagina è pesantissima) che potete divertirvi a rimontare fino a creare delle versioni alternative del video. Youtube è già pieno, possibile che qualcuno dei migliori fan-clip passi anche in tv (per la serie “chi ce lo fa fare quando tanti fan non vedono l’ora di farlo per noi, gratis”). 

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Monday night at the Drive-In Bingo (e citate le fonti, cazzo!!!)

Scritto da Lollodj Martedì, 26 Febbraio , 2008 alle 02:12


Recensioni entusiaste del concerto di Jens Lekman di lunedì scorso, a Torino. Non starò ad aggiungere altro, a parte il video di Drive-In Bingo fatto da me. E il flyer della serata che quella sera ho preso e infilato in tasca, senza badarci troppo.

Solo ieri l’ho preso in mano e ho letto la descrizione dell’evento (che trovate anche qui)

lekman.jpg

Una descrizione estremamente semplice, una descrizione che mi sembrava di aver già letto: e certo, l’hanno presa da qui! Notato l’autore, vero?

Potrebbe essere l’ennesima polemica sui contenuti presi dalla rete senza chiedere permesso agli autori, ma non me ne frega niente. Mi basta sapere che qualcuno, cercando con Google, ha trovato il mio pezzo e l’ha trovato abbastanza bello e scritto bene (nonostante sia molto ingenuo, ma Sounds ha un target un po’ diverso da quello di Polaroid), da metterlo sul volantino ufficiale. Una botta di orgoglio, insomma.

Però amici del Barrio, e che cazzo, rispettate l’etichetta: almeno citate la fonte!!!  

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Categorie: Cose d'oggi, musica e suoni

10 Anni di nuove forme

Scritto da Lollodj Venerdì, 22 Febbraio , 2008 alle 18:51

roni.jpg

Roni Size suonerà domani sera a Milano, al Music Drome, insieme al collettivo Reprezent (Dj Krust, Mc Dynamite) per presentare la nuova edizione, in occasione dei 10 anni, di quel New Forms che nel suo piccolo ha fatto la storia della musica elettronica, formalizzando quella roba veloce e sincopata che si chiama drum ‘n bass.

Considerato uno dei dischi più importanti degli anni 90 (fidatevi, lo è), all’epoca mi folgorò: un’evoluzione estrema e veloce della jungle di Goldie (Timeless, ce l’ho nel cuore), riuscì a trascinarmi in posti che mai avrei pensato di frequentare, come il Gabrio di Torino o il Maffia di Reggio Emilia.

Ancora oggi brani come Paper Bag o Heroes sono dei punti di riferimento per il genere e, sinceramente, suonano ancora talmente attuali che una riedizione mi sembra addirittura superflua.

Domani sera sarò probabilmente sfondato dal Barcamp ma (Rettifico: ci sarò eccome!!!) se potete e, se vi piace ballare duro, fateci un  salto: se siete vecchiotti farete un tuffo nel passato, se siete pischelli scoprirete un artista e un disco meravigliosi.

Oggi ascolto ancora drum ‘n bass, di quella più tranquilla della Hospital (London Electricity, Nu:Tone e compagnia, gente che ha coniato il termine “Liquid Funk” per differenziarsi da un genere che ultimamente ha preso derive un pò estreme) ma la vecchia scuola, ragazzi, non si dimentica.

Aggiornamento del lunedì: Beh, il concerto è stato fantastico; e parlo di concerto visto che sul palco c’erano batteria, contrabbasso, cantante e corista. L’infilata Heroes-Dirty Beats-Paper Bag ha scatenato il delirio. Forse c’era giusto un po’ troppa gente e un caldo infernale. Ma quello che mi ha stupito davvero è stato il pubblico. Pochi ragazzini, età media piuttosto alta, diciamo sui 30. E ho rivisto gente che credevo ormai estinta, con i loro felponi XXL, i Carhartt larghi, cappucci, dread e scarpe basse.

La generazione X si è ritrovata li, sabato, a celebrare l’inizio del suo revival. C’erano anche i Korn sabato a Milano, e i Kula Shaker a Torino: le coincidenze non esistono, lo sapete, vero?

 

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Categorie: news e aggiornamenti, musica e suoni, un po' di storia

Attenzione!

Fare parte della Generazione X non significa essere sfigati. Vuole dire essere in linea con i tempi, con le mode e con i fatti. Implica attenzione, una buona dose di stoicismo, una predisposizione naturale per la disillusione e il sole messicano, e, the last but not the least, la capacità di pensare quotidianamente a una vita diversa.